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Anche in Argentina cresce il turismo religioso, grazie all’effetto Papa. Sembra proprio che la “mediaticità” del nuovo pontefice stia dando i suoi frutti: non solo, ovviamente, per quanto riguarda i cambiamenti che Francesco sta imprimendo alla Chiesa cattolica, ma anche per rinvigorire la portata sociale ed economica del turismo religioso.

Nei giorni scorsi erano stati diffusi numeri assai beneauguranti per questo particolare comparto turistico; numeri che parlavano di un aumento medio del 70% per le ricerche turistiche relative ai luoghi della fede d’Italia e d’Europa. Ma l’elezione del primo papa argentino (nonché il primo del continente americano) non poteva non avere ricadute economiche benefiche sul suo Paese d’origine; e così è, infatti.

La Settimana Santa, in Argentina, fa registrare – secondo il ministro del Turismo Enrique Meyer – un aumento del 5,7% degli argentini che si metteranno in viaggio (complice anche una festa nazionale di martedì 2 aprile), ovvero 2,4 milioni in più sui 40 milioni di abitanti del paese sudamericano.  Una vera e propria “papamania”, come l’ha definita “El Paìs Internacional”, che farà aumentare esponenzialmente le presenze alle funzioni religiose in una nazione cattolica dove solitamente solo un quarto ella popolazione va regolarmente a messa.

“Aspettiamo un maggior afflusso di turisti nelle destinazioni religiose come Tandil, Luján e San Nicola”, ha detto il segretario del Turismo della provincia di Buenos Aires, Ignacio Crotto. A Tandil (città a 350 chilometri a sud della capitale) si riuniscono ogni anno circa 300.000 persone per partecipare alla tradizionale Via Crucis, e rappresenta la funzione religiosa più aggregativa del Paese. A Lujan (61 chilometri ad ovest di Buenos Aires), c’è la basilica del santo patrono di Argentina, visitata da Giovanni Paolo II nel 1982. Sulle spiagge di Miramar (450 km a sud di Buenos Aires), intanto, stanno preparando un uovo di Pasqua di cioccolato alto sei metri e pesante 4,5 tonnellate, con cui si spera di finire nel Guinness dei primati.

Ma anche Buenos Aires, dove è nato Jorge Mario Bergoglio, vuole sfruttare “l’effetto papa”. Il Comune ha quindi organizzato tre escursioni e una visita guidata gratuita tra i luoghi cari a Bergoglio. Si visiterà la cattedrale e l’arcivescovato, e poi le chiese di Sant’Ildefonso, dove l’ex arcivescovo celebrava messa, e di San Francesco, da cui il nuovo pontefice ha preso il suo nome.
Ma le agenzie di viaggi sognano che anche dopo Pasqua si possa contare sulla presenza di più turisti stranieri interessati a conoscere la terra d’origine di Bergolgio.
Proprio come è successo con la Polonia ai tempi di Giovanni Paolo II o, pur in forma minore, con il villaggio tedesco di Marktl am Inn, borgo natale di Papa Benedetto XVI.


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La mediaticità del Papa influisce sui flussi turistici