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A poco meno di un mese dall’avvio della 47ª edizione, sono numerose le novità per Vinitaly, il Salone Internazionale del vino e dei distillati che dal 1967 si tiene ogni anno a Verona.

I NUMERI - Si terrà nei consueti spazi di Veronafiere (circa 95.000 metri quadri) da domenica 7 a mercoledì 10 aprile 2013 (dalle 9.30 alle 18.30), con ingresso riservato agli operatori registrati (e maggiorenni); gli espositori saranno 4255, di cui 128 dall’estero, e i visitatori attesi sono oltre 140.000, più di un terzo provenienti da oltre i confini italiani.

TRADIZIONE E AMBIENTE - Rispetto delle tradizioni e al contempo consapevolezza 2.0 saranno i segni distintivi di Vinitaly 2013, una manifestazione al passo coi tempi ma anche attenta a preservare valori e tradizioni irrinunciabili nel settore enologico. Per questo, se la domanda per una produzione enoica fondata su metodi naturali cresce nel mondo, l’appuntamento italiano di riferimento non può esimersi dal promuovere ancora di più i vini biologici e biodinamici: e lo farà con “Vivit-Vigne Vignaioli Terroir”, il cosiddetto “Salone nel salone” alla seconda edizione, pronto a ospitare un numero crescente di operatori e distributori anche stranieri. “Abbiamo deciso di puntare su Vivit – spiega Giovanni Mantovani, il direttore generale di Veronafiere – perché come ente organizzatore di Vinitaly siamo interessati ad uno sviluppo dell’offerta di vini biologici e biodinamici all’interno della manifestazione principale. È la nostra risposta alla domanda di vini prodotti con metodi naturali, che stiamo verificando in crescita nel mondo, ma in particolare nei mercati del Nord Europa e negli Stati Uniti”.

ENOLOGIA E TECNOLOGIA - Sul fronte della modernità, tuttavia, Vinitaly non si fa trovare affatto impreparata, anzi. “Veronafiere con Vinitaly 2013 mette a disposizione del sistema wine&food del Paese la più ampia piattaforma mondiale per il business, la promozione, la comunicazione e per le relazioni con le Istituzioni, nazionali ed estere, ed i consumatori world wide” hanno spiegato nei giorni scorsi a Roma, nel corso della conferenza stampa di presentazione, il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e il Direttore Generale, Giovanni Mantovani. Un sistema a rete che si completa con manifestazioni come Sol&Agrifood, Enolitech, OperaWine e Vinitaly International – quest’ultimo che presidia con le sue iniziative i mercati accreditati in maggiore crescita, gli USA, la Cina e la Russia. La più storica tra le rassegne vinicole globali è quindi oggi quella più fortemente innovativa, anche dal punto di vista dell’information technology, grazie soprattutto al nuovo progetto VinitalyWineClub. “VinitalyWineClub – ha spiegato il presidente Riello – rappresenterà un enorme contributo alla conoscenza del vino italiano nel mondo. L’Unione europea ha approvato importanti stanziamenti a sostegno del comparto vinicolo, molti dei quali proprio destinati alla promozione dei vini sui mercati intra ed extra Ue: la credibilità, l’efficacia e l’ampio raggio d’azione di Vinitaly faranno di VinitalyWineClub un canale ideale per una promozione misurabile e di qualità”.

UNO SGUARDO GLOBALE – Non solo web, però, nel panorama globale di Vinitaly. Lo sguardo, infatti, è rivolto al mondo anche per aspetti più “tradizionali”, vale a dire quelli legati ai numeri delle esportazioni dei vini italiani all’estero. E sono numeri che, come ci si aspetta, fanno sorridere il settore enoico nostrano. “Oltre il 35% del totale della media annua dei visitatori di Vinitaly proviene dall’estero – ha spiegato Mantovani –. Lo scorso anno, gli operatori stranieri sono stati 48.544 da 116 nazioni su un’affluenza complessiva che ha registrato 140.655 presenze, tra le quali 2.496 giornalisti accreditati da 45 Paesi con 170 tra radio e tv, 105 quotidiani e 110 testate online”. In occasione della conferenza stampa di apertura della prima tappa di Vinitaly International USA 2013, del resto, John Gillespie, presidente del Wine Market Council, ha presentato gli ottimi risultati dell’Annual Survey of Imported Wine Consumption Trends in the USA, realizzata dall’istituto Wine Opinions, sui trend americani di consumo di vino. I dati della ricerca evidenziano come il consumo di vino negli Stati Uniti sia in continua crescita dal 1993, e le previsioni di chiusura per il 2012 si attestano su un +2,9% rispetto all’anno precedente. E l’Italia risulta essere il primo paese esportatore di vino negli USA, con un market share nei primi 9 mesi del 2012 in crescita del 7,2% sul 2011. Entrando nel dettaglio delle quantità di vino d’importazione venduto negli USA nel trimestre ottobre-dicembre 2012, l’Italia domina la classifica, davanti a Francia e Australia, sia per quantità assolute sia per percentuali di acquisto di ciascuna delle quattro fasce di età analizzate: Millennials (16-33 anni), Generazione X (34-45), Baby Boomers (46-66) e Over 67. La ricerca, inoltre, evidenzia che i vini italiani più apprezzati sono quelli rossi: nel secondo semestre 2012 l’Italia risulta infatti al primo posto con il 62% delle vendite complessive, registrando un +8% sulla Francia e +1% rispetto alla Spagna. Il Belpaese si posiziona invece al secondo posto nella classifica dei vini bianchi e dei rosé con il 35% di quantità di bottiglie vendute, dietro alla Francia (46%).
Non solo agli USA, però, guardano da Verona, dove i visitatori della fiera arrivano da più di 100 Paesi (116 nel 2012, quando i visitatori stranieri sono stati il 35% del totale), e dove venti nazioni sono rappresentate tra i 4200 espositori. Quest’anno, inoltre, Vinitaly guarderà a Oriente: per la prima volta sarà infatti una delegazione del Ministero del commercio cinese. La Cina è un mercato con amplissimi margini di miglioramento, nel settore enologico italiano, considerato che a fronte di un competitor come la Francia che perde quote, l’Italia rimane ancora inchiodata a poco più del 5% della quota mercato, pur a fronte di una crescita esponenziale dei consumi.

E UNO SGUARDO ALL’ITALIA – Tenere gli occhi puntati sul mercato globale, tuttavia, non significa dimenticarsi del territorio italiano, anzi. In un’ottica di marketing e comunicazione, e soprattutto di visibilità sui mercati anche internazionali, di fronte alle oltre 400 Dop e alle più di 100 Igp che rendono unica l’Italia del vino, nel Belpaese si fanno sempre più numerose le denominazioni di città. Stappare una bottiglia di “Roma”, versare nel calice un “Venezia”, degustare un “Matera” d’annata, brindare con un “Capri”: con le cosiddette doc di città gli eno-appassionati di tutto il mondo possono godere di made in Italy e semplicità nel bicchiere, grazie a vini di territorio racchiusi sotto l’unico nome delle città-gioiello italiane, veri e propri brand già affermati e conosciuti in tutto il mondo.

Non tutti i vini, infatti, sono allo stesso modo famosi e conosciuti, capaci cioè di rappresentare dei “marchi territoriali” forti. Ma nel ricco panorama enologico nostrano, vini di uno stesso territorio possono scegliere sfruttare la possibilità di riunirsi sotto nomi geografici come quelli delle loro apprezzate città di riferimento – con un importante valore aggiunto nella cultura, nell’arte, nel paesaggio, nella qualità della gastronomia e della vita – per farsi conoscere meglio tra gli appassionati. Tra i casi più recenti, la “Doc Roma”, che si sovrappone a tutte le aree a denominazione d’origine del territorio, senza nulla togliere alla loro storia, ma offrendo un’opportunità di marketing fortemente innovativa e di innegabile appeal. C’è poi la “Doc Venezia”, pensata ad hoc per realizzare una piramide qualitativa più definita e riconoscibile dell’intera enologia della parte orientale del Veneto; e tra le Doc regionali, pensate per semplificare immagine e riconoscibilità dei vini italiani all’estero, da segnalare la “Doc Sicilia”, voluta per valorizzare tutti i singoli territori siciliani, o la “Doc Friuli”, che servirà a superare la frammentazione del comparto vitivinicolo del Friuli.

 

Prima ancora dell’inizio della fiera, dunque, Vinitaly ha già le carte in regola per continuare sulla strada dell’eccellenza di settore, intrapresa da più di quarant’anni.

 

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The 47th edition of Vinitaly will be held in the usual spaces of Veronafiere (95,000 square meters) from Sunday 7 to Wednesday, April 10, 2013 (from 9.30 to 18.30), with entry restricted to registered operators; exhibitors will be 4255, of which 128 from abroad, and more than 140,000 visitors are expected, more than a third from beyond the Italian borders.