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Lo scopo è coniugare un più facile accesso di cittadini e visitatori al patrimonio artistico, naturale e culturale con lo sviluppo di applicazioni e servizi a valore aggiunto da parte dei privati

Presto tutti i siti turistici e culturali saranno collegati da una rete wi-fi diffusa e federata con un sistema di accesso unico, compatibile anche con SPID, dati pubblici e privati aperti, con standard e regole di utilizzo che consentano lo sviluppo di servizi. La svolta è arrivata con la firma di un Protocollo d’Intesa tra MiBACT, MiSE e Agenzia per l’Italia digitale. Il protocollo avrà la durata di tre anni, prorogabile di altri due.
Con la creazione di nuovi servizi digitali nel settore turistico sarà reso più facile l’accesso di cittadini e visitatori al patrimonio artistico, naturale e culturale e verrà altresì creato un ambiente fertile entro il quale il settore privato potrà sviluppare applicativi e servizi a valore aggiunto.
La promozione del turismo e la valorizzazione dei beni culturali del nostro Paese viaggiano soprattutto on line. Oggi Internet sta modificando profondamente il business del turismo e la fruizione della cultura ed è indispensabile per intercettare il mercato internazionale e dare un contributo alla crescita dei flussi turistici. Per questo motivo occorre integrare il più possibile i servizi perché il digitale accompagni tutta l’esperienza del visitatore.
Sul fronte tecnologico si è intanto conclusa la fase di pre-qualifica del bando di gara per la concessione di costruzione e gestione di infrastrutture passive a banda ultra larga nelle aree bianche, cosiddette aree a fallimento di mercato(*): Abruzzo e Molise, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto le regioni interessate. Sei le società partecipanti che hanno manifestato il loro interesse sui 5 lotti previsti dal bando: Enel open fiber, Estra Spa, E-Via Spa, Fastweb, Metroweb Sviluppo, Tim Agenda digitale. Le aziende di telecomunicazioni che usciranno vincitrici dovranno realizzare la rete (infrastrutture passive) che resterà poi di proprietà dello Stato e verrà messa a disposizione dei vari operatori.

(*) Si definiscono aree bianche o a fallimento di mercato le aree affette da digital divide. Si tratta di zone in cui le infrastrutture per la fornitura del servizio di connettività a banda larga sono inesistenti ed è poco probabile che vengano allestite nel giro dei successivi tre anni.