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In Abruzzo è stato firmato un accordo per valorizzare i siti minerari custoditi tra i monti del Parco Nazionale della Majella, per la creazione percorsi turistici e culturali

Nel Parco Nazionale della Majella esiste un tesoro da scoprire e valorizzare, un forziere che custodisce la memoria storica di un popolo che oggi avrà la possibilità di essere fruito per scopi culturali, turistici e museali. Si tratta delle ex miniere della Majella, dove veniva estratta la roccia calcarea bituminosa, oggi grande patrimonio di archeologia industriale.

Nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo di intesa tra Regione, Agenzia del Demanio, Soprintendenza archeologia - belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, la Provincia di Pescara, il Parco Nazionale della Majella e l’Anci Abruzzo. Queste istituzioni avranno il compito di promuovere e valorizzare i siti minerari dismessi e gli immobili annessi, sia con percorsi legati all’archeologia industriale, sia con progetti di turismo lento, potenziando gli aspetti legati alla cultura abruzzese. Le miniere della Majella sono state infatti molto importanti per lo sviluppo della provincia di Pescara, tra il 1840 ed il 1856 esse hanno rappresentato la prima forma di industrializzazione dell’area.

Sono 11 i Comuni coinvolti in questo progetto per lo sviluppo di diverse forme di turismo in Abruzzo: Abbateggio, Bolognano, Caramanico, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, San Valentino, Scafa, Serramonacesca, Tocco da Casauria e Turrivalignani. Il ricco patrimonio comprende gallerie sotterranee, reperti industriali ed edifici di superficie che testimoniano oltre cento anni di attività estrattiva, tra storie di famiglie e di sacrifici tramandati di padre in figlio. Le cavità artificiali rappresentano una grande eredità, un museo sotterraneo ma anche a cielo aperto, tra le montagne abruzzesi, dove poter conoscere la storia del territorio e godere della natura circostante. Sarà istituito a breve un tavolo tecnico operativo al fine di mettere a confronto progetti, obiettivi e strumenti utili per la valorizzazione del bacino minerario. Si tratta di un’iniziativa molto interessante che consentirà di conoscere una parte di storia spesso poco nota, ma con un grande fascino, capace di incuriosire e istruire allo stesso tempo.