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Continua il buon momento della nostra enogastronomia, sempre più ricercata e premiata dal viaggiatore straniero

Dalla recente fiera TTG di Rimini (9-10-11 ottobre) altri dati sono emersi a confortare gli operatori: ENIT comunica che i turisti stranieri hanno speso nel Belpaese in enogastronomia circa il 36% in più nel 2018 sul 2017. È il più alto tasso di crescita tra le varie tipologie di vacanza. Per l’Italia è sempre il primo posto in una virtuale eatparade.

Ben 117 euro al giorno è la spesa internazionale pro-capite prodotta per la vacanza enogastronomica, con gli inglesi in testa alla classifica (con quasi 58 milioni di euro spesi), a seguire i francesi (36,2 milioni di euro spesi), tedeschi (34,7 milioni di euro) e americani (33,3 milioni di euro). Nella top ten dei mercati anche Svizzera, Austria, Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Norvegia. Sono invece 107 gli euro pro capite spesi ogni giorno dagli stranieri per una vacanza dedicata alla montagna e 91 per quella in riva al mare. Uno su tre sceglie l'Italia proprio per il cibo e il vino.

Sono quasi uno su cinque (19%) gli italiani per i quali il cibo rappresenta la principale motivazione nella scelta della villeggiatura mentre, secondo Coldiretti, il 53% lo indica certamente come uno dei criteri di decisione della vacanza.

In questa estate appena conclusa l’Italia ha dimostrato di crescere ancora di più nel settore, l’enogastronomia ha indirizzato le vendite del brand Italia con un appeal del +10%. Sono Repubblica Ceca, Germania e Spagna i mercati di domanda maggiormente in crescita dall’Europa (+10%), Giappone e Brasile quelli oltreoceano con picchi del +40% per il primo e del +20% per il secondo rispetto alle vendite del periodo estivo 2018.