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Primo passo per il rilancio del turismo adriatico è l’adeguamento della rete dei collegamenti di accesso e di avvicinamento alle realtà balneari

Veneto e Friuli Venezia Giulia stanno cercando di superare antichi campanilismi e di unire le forze per promuovere il turismo nel bacino dell’Alto Adriatico. È un’idea ovvia ma che finora non aveva trovato spazio tra le istituzioni e gli operatori economici. Ora però pare che i tempi siano maturi e al convegno di Bibione 'Spiagge dell'alto Adriatico, conoscere il turista per crescere' al quale hanno partecipato il vicepresidente del Veneto Gianluca Forcolin e il suo omologo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, la collaborazione ha iniziato a prendere forma.

La parola d’ordine è mettere a rete i saperi e le risorse per rilanciare il brand “Alto Adriatico”, concordano i due politici. “Il Veneto è una regione che investe molto nell’industria del turismo” ha detto Forcolin “grazie ad un impegno, fino al 2020, di oltre 65 milioni di euro di compartecipazione ai fondi europei, buona parte dei quali reinvestita in turismo”.

La Regione Friuli Venezia Giulia, dal canto suo, ha appena avviato iniziative e programmi per il rafforzamento dell'attrattività turistica di Grado e Lignano Sabbiadoro, località che realizzano i maggiori flussi turistici in regione, trasferendo ai due Comuni 700.000 euro per il 2017 per iniziative di sviluppo e animazione delle attività economiche connesse al settore turistico.

Secondo quanto affermato da Sergio Bolzonello, l’insieme delle località balneari dell’Alto Adriatico deve essere inteso come una grande realtà industriale in cui le infrastrutture giocano un ruolo importante. Occore porre la massima attenzione quindi alla rete di collegamenti viari, ferroviari, aeroportuali, assieme ai percorsi sul territorio, compresi quelli ciclabili e quelli pedonali. E la realizzazione della terza corsia sull’autostrada A4 è uno degli elementi portanti per lo sviluppo turistico di tutto il bacino.

L’evento di Bibione, a cui hanno partecipato numerosi operatori, imprenditori e amministratori delle realtà balneari della costa veneta e friulana, ha consentito di tracciare una fotografia della realtà e delle prospettive, ma anche delle attese del turismo adriatico che dovrà approfittare del trend positivo del movimento turistico nel mondo e in Italia, dove nel 2016, si è registrato il record di arrivi con 81 milioni di turisti.