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I vicini d’Oltralpe scelgono l’Italia per la cucina, l’artigianato, la cultura, il benessere e per le esperienze manuali dirette. In crescita del 10% la loro spesa che raggiunge i 4,3 mld di euro

Chi l’avrebbe detto che ai francesi quando sono in vacanza in Italia piace ‘pasticciare’ con le mani nelle cucine, dai panificatori, nei laboratori artigiani e dai biocontadini? Certo non rinunciano alla cultura e ai centri benessere, ma l’esperienza manuale in stile nostrano è diventata molto chic.

Dopo un’ottima primavera, otto tour operator francesi, secondo il monitoraggio di Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, dichiarano una tendenza in crescita per l’estate. Dati che Istat e Banca d’Italia confermano: il mercato francese in Italia è in crescita non solo per il numero delle presenze (+4,2%) ma soprattutto in volumi di spesa (+9%) per oltre 4,3 miliardi di euro di consumi turistici.

Nel 2018 sono state 14,2 milioni le presenze turistiche francesi in Italia che rappresentano il 6,6% del totale. Il 69% delle presenze è registrato dagli alberghi e il restante 31% nelle strutture complementari, anche se queste ultime ospitano l’11,9% in più di turisti contro il +1% delle strutture alberghiere, nel confronto con l’anno precedente.

I viaggi più richiesti sono quelli individuali per mete culturali ed enogastronomiche, quali Roma, Napoli e Firenze, e il Sud Italia con Puglia, Sicilia e Campania. Alberghi e villaggi raccolgono circa la metà degli introiti turistici provenienti dalla Francia ma sono sempre più rilevanti B&B e agriturismi e l’ospitalità di parenti e amici. Liguria (+9,9% 2018/2017), Lazio (+9,9%), Lombardia (+1,2%), Piemonte (21,1%) e Veneto (+12,5%) sono le principali destinazioni della spesa turistica dei francesi. Tutte in aumento nel 2018 sul 2017, le 5 regioni insieme rappresentano il 60,5% del totale.

La sorpresa è constatare che lusso e sostenibilità si traducono in turismo esperienziale: dalla raccolta delle olive alla panificazione, percorrendo tracciati naturalisti e percorsi di trekking per visitare i laboratori della gastronomia italiana di eccellenza e le botteghe artistiche ed artigianali.
L’appuntamento di inizio ottobre al Salone internazionale del turismo IFTM di Parigi dovrebbe servire agli operatori turistici italiani per avere conferma di queste sensazioni in vista del 2020.