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Con l'apertura delle porte ai viaggiatori internazionali, il territorio birmano si sta esponendo al pericolo di disastro ambientale in un ecosistema fragile e delicato


Il turismo sta mettendo a rischio l'ecosistema del Myanmar? A sostenerlo è il National Geographic, secondo cui "con l'apertura delle porte all'industria turistica è arrivato tutto il corollario: costruzione di alberghi, inquinamento, rifiuti" e appunto anche la possibile fine del fragile ecosistema birmano.
Il reportage di John Wendle parte dall'incontaminata (o quasi) atmosfera del Lago Inle, con il suo villaggio galleggiante e gli orti acquatici illuminati dal sole. Uno scenario che inevitabilmente colpisce ed emoziona i turisti, ma che rischia di essere anche una "condanna", dal momento che come sostengono gli attivisti l'ambiente locale è troppo fragile per sostenere l'arrivo di flussi internazionali massicci. Il governo birmano, intanto, consapevole del problema ha stanziato 35 milioni di dollari per affrontarlo, ma secondo l'opinione pubblica il rischio ambientale è molto elevato.
Da quattro anni, infatti, il Myanmar si è aperto al mondo esterno, incoraggiando lo sviluppo del turismo per supportare l'economia nazionale e combattere povertà e disoccupazione. E così nel 2012 il Myanmar ha ospitato circa 1,06 milioni di viaggiatori stranieri, con un incremento del 30% sul 2011, mentre sono decine gli hotel costruiti negli ultimi anni sul Lago Inle. "La situazione originale, quella auspicabile, viene corrotta dall'impronta ecologica" ha dichiarato Barbara Bauer dell'organizzazione ambientalista Inle Speaks, facendo riferimento al footprint, ovvero al consumo di risorse provocato dalla crescita del turismo oltre i livelli sostenibili.
"Sono convinta che le persone siano naturalmente e tradizionalmente custodi delle proprie risorse, ma purtroppo non sono ancora abbastanza informate su come difendere concretamente il proprio ambiente" afferma Bauer. La sostenibilità del turismo passa necessariamente dalla tutela dell'ambiente, e la ricerca di un equilibrio tra interessi economici ed ecologici è la nuova importante sfida per un Paese rimasto a lungo incontaminato come il Myanmar.



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Foto di John Wendle per National Geographic