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Il miliardario russo Rybolovlev, da qualche mese proprietario dell’isola di Skorpios, annuncia l’intenzione di investire nel turismo ellenico. Qualora le parole si tramutassero in fatti, potrebbe essere un’ottima opportunità per la ripresa della Grecia

 

Secondo la famosa rivista americana Forbes, è il 119esimo uomo più ricco del mondo: 47 anni, proprietario della società produttrice di potassio Uralkali, recentemente divenuto investitore della squadra di calcio franco-monegasca Monaco, ha un patrimonio stimato in 9,1 miliardi di dollari. Il nome dell’oligarca russo Dmitrij Evgen’evi? Rybolovlev è balzato agli onori delle cronache in Grecia nei mesi scorsi, quando ha “regalato” a sua figlia Ekaterina, di 24 anni, l’isola greca di Skorpios, nel mar Ionio, un tempo appartenuta niente meno che ad Aristotele Onassis.

A distanza di qualche mese, Rybolovlev torna ad attirare su di sé gli occhi di chi ha a cuore le sorti della culla della civiltà europea, dove la crisi economica ha fatto sentire il suo peso più che altrove, costringendo il Paese a durissimi sacrifici. “La Grecia è un Paese interessante per investire” ha infatti dichiarato il suo portavoce al termine di un incontro ad Atene con il sottosegretario greco per lo Sviluppo, Notis Mitarakis. Informato dal politico greco sull’andamento dell’economia greca e sulle opportunità di investimenti in Grecia, il miliardario nato a Perm’ nel 1966 ha espresso il proprio interesse a investire parte del proprio ingente patrimonio nel settore del turismo greco. Qualora Rybolovlev facesse seguire azioni concrete alle sue intenzioni, potrebbe trattarsi di un’opportunità importante per la Grecia.

Ma, e qui forse euforia ed entusiasmo cederanno il posto a una riflessione più consapevole e “matura”, è davvero questa la strada che un sistema turistico, o un Paese, deve imboccare per liberarsi dal pantano della crisi? Può, in altri termini, l’entrata in scena di un miliardario avere l’effetto di un deus ex machina nella tragedia greca? Auguriamo alla Grecia di trarre il meglio dagli investimenti dell’oligarca Rybolovlev, ma restiamo convinti che turismo e marketing territoriale necessitino di programmazione, progetti a lungo termine e lavoro di squadra, giorno dopo giorno.

 

Bruno Caprioli - Mailander

Twitter: @capriolibruno

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