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Mentre siamo in attesa di avere i primi segnali di come vorrà muoversi il nuovo ministro della Cultura e del Turismo, vogliamo proporre una riflessione basata su una semplice ricerca da noi effettuata, una sorta di benchmarking sulla situazione istituzionale dei Paesi europei per capire in che modo i governi del Vecchio Continente strutturano la propria attività legata al turismo e al marketing territoriale.

In altri termini, siamo andati a spulciare le compagini governative continentali per vedere come sono composti e definiti i ministeri che si occupano del turismo. Con una doverosa premessa: noi siamo l’Italia, il Paese dove il turismo (inteso come un mix unico tra cultura, arte, territorio, enogastronomia e storia) è l’unica vera materia prima di cui disponiamo in abbondanza che potrebbe generare molto più PIL di quanto non faccia oggi, e che quindi dovrebbe essere governata di conseguenza.

 

Una ricerca che è partita a pochi giorni dall’insediamento del neo ministro Massimo Bray, con le conseguenti polemiche legate agli equilibri tra il peso dato alla cultura e quello dato al turismo riuniti in un unico ministero (“uno che ha sempre lavorato nella cultura non saprà occuparsi di turismo”). Anche noi, in effetti, ci siamo interessati al tema, chiedendoci e chiedendo ai nostri interlocutori sui social network quanto possa funzionare un dicastero che accorpa due ambiti che sono sì connessi, ma che sinora non si sono realmente mai parlati. Un paradosso tutto italiano, in cui il Paese che possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale non sa farlo fruttare (di questo scrivemmo quasi un anno fa nella prefazione del nostro libro, citando il rapporto PricewoterhouseCoopers). Un paese dove è poco presente il concetto di economia della cultura e quindi l’idea che il nostro core business sia proprio il saper trasformare e promuovere questo patrimonio in industria turistica.

 

La ricerca che abbiamo svolto ci ha messo di fronte a un dato di fatto inoppugnabile: il ministero autonomo del turismo, in Europa, è l’eccezione, non la regola. Ce l’ha solo la Grecia, per essere precisi, un dicastero “duro e puro” non aggregato ad altri comparti, al momento affidato a Olga Kefalogianni.

E gli altri Paesi, quelli che funzionano e che ci mangiano quote di mercato anno dopo anno, come sono messi? Come dirigono il turismo i governi di Francia e Spagna, i nostri principali rivali nell’Unione Europea?

Ebbene, la Francia ha un ministero dell’Artigianato, del Commercio e del Turismo guidato da Sylvia Pinel; in Spagna, invece, c’è il ministero di Industria, Energia e Turismo affidato a José Manuel Soria. Da una parte l’artigianato e il commercio, dall’altra l’industria e l’energia.

 

Altre nazioni affidano la gestione del turismo a chi si occupa di Arte e Istruzione (Austria), altre ancora lo accorpano ai Trasporti (Irlanda), allo Sport (Finlandia), o alla Scienza (Paesi Bassi). Addirittura, la Germania non ha un dicastero immediatamente riconducibile all’ambito turistico-culturale.

Eppure, ci sembra di poter dire che Francia, Spagna, Germania e altre nazioni europee abbiano una buona gestione del proprio territorio, se è vero come è vero che l’Italia da anni perde quote di mercato in favore di altre realtà del Continente.

 

Ma allora – è il nostro dubbio – non sarà che, al di là delle etichette e degli aspetti formali, per far funzionare al meglio il settore del turismo l’unica cosa che conta davvero è lavorare tanto e bene?

 

Bruno Caprioli - Mailander

 

Unione Europea: i ministri competenti per cultura e turismo

 

Austria: Ministro dell’Istruzione, dell’Arte e della Cultura Claudia Schmied

 

Belgio: Laurette Onkelinx Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Sociali e della Salute, responsabile per "Beliris" e per le Istituzioni Culturali federali

 

Bulgaria: Ministro dell’Economia e dell’Energia e del Turismo Assen Vassilev

 

Cipro: Ministro del Commercio, dell’Industria e del Turismo Neoklis Sylikiotis

 

Danimarca: non ci sono ministri per cultura o turismo

 

Estonia: Ministro della Cultura Rein Lang

 

Finlandia: Ministro della Cultura e dello Sport Paavo Erkki Arhinmäki

 

Francia: Ministro dell’Artigianato, del Commercio e del Turismo Sylvia Pinel

 

Germania: non ci sono ministeri specifici per cultura o turismo

 

Grecia: Ministro del Turismo Olga Kefalogianni

 

Repubblica d’Irlanda: Ministro dei trasporti, del turismo e dello sport Leo Varadkar

 

Italia: Ministro deli Beni Culturali con delega al Turismo Massimo Bray

 

Lettonia: Ministro della Cultura Žaneta Jaunzeme-Grende

 

Lituania: Ministro della Cultura Šarunas Birutis

 

Lussemburgo: non ci sono ministeri specifici per cultura e turismo

 

Malta: Ministro dell’Istruzione, della Cultura, della Gioventù e dello Sport Dolores Cristina

 

Paesi Bassi: Ministro dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza Janneke Marlene von Bijsterveldt-Vliegenthart

 

Polonia: Ministro dello Sport e del Turismo Joanna Mucha

 

Portogallo: non ci sono ministeri specifici per turismo o cultura

 

Regno Unito: Segretario di Stato per Culture, Media e Sport Maria Miller

 

Repubblica Ceca: Ministro della Cultura Alena Hanáková

 

Romania: Ministro dello Sviluppo Regionale e del Turismo Eduard Hellvig

 

Slovacchia: Ministro della Cultura Marek Mad'aric

 

Slovenia: Ministro della Cultura Andrej Capuder

 

Spagna: Ministro di Industria, Energia e Turismo José Manuel Soria

 

Svezia: Ministro della Cultura Lena Adelsohn Liljeroth

 

Ungheria: non ci sono ministeri specifici per Cultura e Turismo