fbpx

Aveva 24 anni e 14 giorni, Clyde William Tombaugh, quando il 18 febbraio 1930 individuò l'ultimo pianeta del nostro sistema solare, Plutone. Una scoperta eccezionale, ovviamente, che nella Storia forse meriterebbe un posto vicino alla scoperta dell'America. Eppure tutto il mondo conosce il nome di Cristoforo Colombo, ma quasi nessuno sa chi sia stato Clyde William Tombaugh. Da ieri, in effetti, qualcuno in più.


Se Colombo è stato un cartografo prima ancora di essere un esploratore, un discorso analogo potrebbe applicarsi a Tombaugh, astrofilo diventato astronomo, ma non solo. Da ieri, in qualche modo Clyde William Tombaugh è diventato il più grande viaggiatore della Storia.
Nella sonda "New Horizons" (nuovi orizzonti, appunto) che ieri è arrivata a sfiorare quel pianeta nano posto ai confini del nostro pezzo di universo, infatti, non c'erano infatti solo chip, cavi, fili e motori di cui i profani possono solo intuire la potenza. C'erano anche le ceneri dello scopritore di Plutone, morto nel 1997.
Come ha spiegato all'Adnkronos il presidente dell'Unione Astrofili Italiani, Mario Di Sora, "all'interno della sonda Usa stanno viaggiano in un piccolo contenitore circa 25 grammi delle ceneri di Tombaugh, l'astronomo statunitense che, nel 1930, quando era un contadino con la passione dell'astronomia, ha scoperto Plutone". La moglie Patricia, morta a 99 anni, aveva chiesto che parte delle ceneri del marito viaggiassero a bordo della sonda che, lanciata nel 2006, partiva per esplorare il pianeta scoperto dal marito quando era giovane.
Ci sono voluti 9 anni a 50.000 km all'ora, ma a questo punto è possibile affermare che ci vorranno molti altri anni perché un essere umano arrivi in qualche modo così lontano dalla Terra. Un viaggio straordinario, in ogni senso, iniziato 85 anni fa e terminato ieri. Per chi ama i "nuovi orizzonti", Clyde William Tombaugh è il punto di riferimento assoluto. L'orizzonte, appunto.

 

claudio pizzigallo

Claudio Pizzigallo - Marketingdelterritorio.info

Twitter @pizzi_chi

 

LEGGI ANCHE: Il più grande viaggiatore contemporaneo: "Esplorare è possibile ancora oggi"