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“Non è bello fondare le proprie fortune sulle disgrazie altrui, ma ritengo che Lampedusa abbia le carte in regola per candidarsi quale fattore di riprotezione per il mercato di fine estate e inizio autunno”: le parole di Antonio Martello, presidente del Consorzio Albergatori delle Isole Pelagie, tracciano un quadro perfetto della situazione. La crisi egiziana, con le scene di guerra dal Cairo, ha portato turisti, ma anche governi, internazionali a disdire per motivi di sicurezza viaggi e vacanze in Egitto.

Anche sul Mar Rosso, dove Sharm el Sheik e Hurghada rappresentano da anni mete del turismo di massa. Ma non nell'estate 2013, e ad avvantaggiarsene pare proprio essere Lampedusa, dove si sta registrando un aumento del 35% delle presenze rispetto all’anno scorso.

“Effettivamente – ha spiega Alberto Carrotta, imprenditore turistico palermitano – sono giunti a Lampedusa alcuni clienti che hanno disdettato le vacanze in Egitto. Adesso, stiamo cercando di ottenere le adesioni dai proprietari degli alberghi e delle case vacanza, per potere collocare i turisti che hanno già prenotato una vacanza in località egiziane e che vogliono essere dirottati a Lampedusa. Se riusciremo a trovare i posti letto necessari per i mesi di ottobre e novembre, faremo il miracolo di ‘allungare’ di tre mesi, la stagione turistica”. E così strutture che solitamente iniziavano a svuotarsi già da fine settembre vengono messe a disposizione per le crescenti prenotazioni “autunnali”. “Il nostro mare, i nostri fondali e le caratteristiche di Lampedusa  – dichiara Giandamiano Lombardo, presidente della locale Federalberghi – sono del tutto simili a quelle egiziane; d’altra parte, bisogna tenere presente che Lampedusa geologicamente, appartiene al continente africano. Questa occasione potrebbe essere quella giusta per fare capire ai turisti che qui da noi è possibile andare al mare dal mese di aprile fino a novembre”.

Lampedusa, che nello scorso luglio ha ricevuto anche la visita di papa Francesco, può vantare una tranquillità testimoniata dai turisti che quest’estate hanno riempito charter e hotel. Una situazione diversa da quella che in Europa si percepisce riguardo all’Egitto, anche se il locale ministro del turisimo, Hisham Zaazou, ha lanciato un accorato appello ai paesi europei perché aiutino il popolo egiziano attraverso il turismo, cancellando gli avvisi che sconsigliano i viaggi. Il ministro ha assicurato che a Sharm el Sheik e a Hurghada non ci sono problemi: “Venendo in queste aree – Hurghada, il Mar Rosso, il Sinai meridionale – i turisti sono a centinaia di km dalle zone calde intorno al Cairo. I nostri ospiti possono constatare di persona che qui sono al sicuro. Il governo sta mettendo in atto tutte le misure necessarie per preservare il benessere dei turisti che visitano l’Egitto”.

Nell’attesa e nella speranza che la situazione egiziana torni alla normalità, dunque, i turisti balneari di questo periodo scelgono una meta come Lampedusa, giudicata decisamente più sicura.