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Due giorni di jazz, arte e cultura nel centro storico di Torre Annunziata, grazie a un intervento di recupero urbano realizzato dai giovani. “La città non è luogo di passaggio ma di vita”

Chi pensa che i giovani italiani siano tutti dei bamboccioni, che vivono attaccati al computer e non sul territorio, forse ancora non ha sentito parlare di “JA! JazzArt Festival”, un’iniziativa dei giovani di Torre Annunziata (provincia di Napoli) che sabato 1 e domenica 2 giugno darà nuova vita al centro storico torrese con una rassegna fatta di musica, arte e cultura. Puro marketing del territorio.

Scultori, installatori, writers e tanti altri artisti impegnati per un progetto che, come spiega uno degli organizzatori, Alessandro Acunzo, “vuole scavare un solco nel piattume generale che aleggia nelle teste di molti nostri concittadini”. “Dobbiamo imparare” spiega Acunzo “che la città non è un semplice luogo di passaggio, ma la nostra casa. Una casa da tenere in ordine, da amare e da vivere”. Da questo spirito sono partiti le circa 150 persone, in massima parte giovani, che hanno creato da zero questa iniziativa. “Abbiamo chiesto solo le autorizzazioni alle istituzioni, e poi ci siamo occupati di trovare una cordata di imprenditori interessati a fare da sponsor e ci siamo impegnati in prima persone per le operazioni pratiche di allestimento di questo evento in un luogo difficile come il centro storico di Torre Annunziata. Un luogo a cui in passato è stata negata la dignità, e che noi vogliamo restituire alle persone, veri artefici economici e sociali di JA!, portando arte e cultura in luoghi che non le hanno mai conosciute”.

Un intervento di recupero urbano in piena regola, partito dall’impegno di tre realtà associative del territorio: Butterfly Effect (di cui Acunzo è presidente), Collettivo Spazio e WeDo.Lab, e con il coordinamento commerciale di Non Solo Caffè Reload. E un impegno che, oltre alla fase ideativa e organizzativa, è anche alla base della selezione dei musicisti che si esibiranno sul palco (anzi, sui palchi di JA!). “Tutti i gruppi selezionati interpretano il jazz in base alla propria storia e alle proprie influenze, non in maniera fine a se stessa” spiega Acunzo, e ovviamente lo stesso spirito caratterizzerà la performance dell’ospite musicale più atteso, James Senese e Napoli Centrale, che si esibiranno domenica alle 23 in Largo Ferriera Vecchia.

Oltre alla musica, i giovani organizzatori di “JA! JazzArt Festival” hanno preparato un programma a 360°, con workshop, per adulti e bambini, sui temi dell’arte, dell’artigianato e del design. Protagonisti assoluti, dall’inizio alla fine, le persone e il territorio, in un evento che è già diventato un grido di esortazione, uno “Ja!” appunto, l'intercalare dello slang napoletano che si trasforma in un grido di battaglia per la riconquista del territorio. Affinché – per dirla ancora con le parole di Acunzo – “questa manifestazione possa diventare un esempio e un punto di riferimento per tutto il nostro territorio”. Una risposta concreta ai tanti interrogativi sulla gestione dei territori: dove non può la politica, arriva la forza del network dei cittadini.

 

Per tutte le informazioni su “JA! JazzArt Festival”:

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