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“Secondo lei è giusto pagare un biglietto di ingresso nei luoghi della cultura statali?” “Per le sue abitudini e i suoi ritmi giornalieri, qual è la fascia oraria più adeguata per la visita a un museo?”: sono queste alcune delle nove domande comprese nel “Questionario sulle politiche di accesso ai luoghi della Cultura dello Stato”, l’iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) mirato a conoscere il parere dei cittadini sulla fruizione dei luoghi statali dell'arte. Il questionario è online, è aperto a tutti ed è disponibile sul sito del Ministero fino al 9 dicembre 2012.

Dal 10 dicembre, conclusa la consultazione, i contributi ricevuti saranno quindi analizzati e confrontati con altre ricerche scientifiche svolte Ministero, portando all'elaborazione di un documento riepilogativo e a eventuali provvedimenti.

Orari, tariffe e sconti, accessibilità con mezzi pubblici, incentivi e iniziative collaterali: le domande dell’iniziativa “Il Museo che vorrei” sono chiare e dirette, e per rispondere al questionario bastano pochi minuti. Tanto che nella prima mattinata di apertura (mercoledì 21 novembre) sono stati già 120 gli utenti che hanno mandato le proprie risposte. “Il primo obiettivo – spiega il direttore generale del Ministero, Anna Maria Buzzi – è tarare la domanda, sapere che cosa si aspettano gli utenti che entrano nei luoghi culturali”. E comprendere quali mancanze o lacune avverte chi nei musei non entra neppure: “Secondo gli studi della Direzione generale, si tratta in particolar modo dei cittadini tra i 20 e i 40 anni – dichiara ancora Buzzi –. Una fascia di popolazione che vogliamo recuperare”. Ed è proprio per recuperare quella fascia di età che il questionario è stato pubblicato anche sui social network del Ministero, facebook e twitter (dove l’hashtag di riferimento è #ilmuseochevorrei).

La Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i beni e le attività culturali – presieduta da Buzzi – ha infatti tra i propri compiti istituzionali quello di “promuovere la conoscenza, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale e di ottimizzare l’esperienza complessiva della visita dell’utente  attraverso l’offerta di servizi al pubblico”.

“Ripopolare i musei ha innanzitutto un valore educativo” osserva quindi Buzzi, che non manca di sottolineare l’aspetto economico: “Può portare soldi alle casse dello Stato e contribuire alla ripresa. Promuoverla può portare a nuovi posti di lavoro, specie se entreremo nell'ottica di coinvolgere nella sua gestione i privati e il non profit”.

Per motivare l’esigenza di coinvolgere i privati, Buzzi snocciola alcuni dati: “Nel 2000 il MiBAC ha ricevuto 2 miliardi di euro, pari allo 0,39 per cento del Bilancio dello Stato. Nel 2011 questa cifra è scesa a 1,4 miliardi, pari allo 0,19 per cento. Da solo, lo Stato non ce la fa”.

 

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"The museum I would like" is an initiative of the Ministry of Heritage and Culture. Nine questions for the public and available online: the purpose is to ask to the citizens, especially those who are between 20 and 40 years old, recommendations and information to improve the relationship between museums and visitors.

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