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Renzi chiude l'edizione record di Vinitaly: 155 mila presenze e 53 mila buyer stranieri


"Il vino e l'agroalimentare non sono svaghi o passatempi, ma un elemento portante della nostra economia". Queste le parole di Matteo Renzi, primo premier a visitare il Vinitaly, che nella giornata di chiusura di "Another love story in Verona" ha definito il piano quinquennale del vino: aumentare l'export del 50%, passando dagli attuali 5 a 7,5 miliardi entro il 2020. Al dinamismo di Renzi che produce una promessa al giorno ci stiamo abituando, ma l'entusiasmo a Verona si toccava con mano: l'industria del vino non è mai andata in crisi dal 2007, perché fermarsi adesso? Tra i padiglioni delle regioni, Paolo Massobrio, critico alimentare, esperto enologo e firma de La Stampa, ci ha raccontato perché nella terza rivoluzione del vino, il mercato italiano ha solide e giovani basi di crescita.

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