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Nel 2016 la provincia di Ragusa ha registrato il record di presenze nelle strutture alberghiere ed extralberghiere superando 1,2 milioni di pernottamenti

Il Commissario Montalbano evidentemente tira: non solo la serie ricavata dai romanzi di Andrea Camilleri e interpretata da Luca Zingaretti ha raggiunto livelli di ascolto mai toccati in precedenza da una fiction televisiva, peraltro equamente distribuiti dal Piemonte alla Sicilia, totalizzando anche un miliardo di telespettatori se si sommano gli ascolti di tutte le puntate nei 18 anni di storia della collana, ma si è dimostrato anche un eccezionale veicolo di promozione turistica per tutta l’area iblea.

La provincia di Ragusa è infatti protagonista negli ultimi anni di un fenomeno di progressiva scoperta da parte del turismo nazionale e soprattutto internazionale. Lo dicono i numeri del sistema aeroportuale del sud-est Sicilia: nei primi 8 mesi dell'anno i passeggeri di Catania e Comiso sono passati dai 5 milioni del 2014 ai 6,4 milioni del 2017 (+28%). Lo confermano 1,2 milioni di presenze (notti trascorse dai turisti nelle strutture alberghiere ed extralberghiere), secondo i dati provvisori della Regione Sicilia, registrando in due anni un balzo del 48%.

Dietro questo boom c'è un significativo cambiamento della composizione dei flussi: nel 2014 le presenze di italiani e stranieri si equivalevano (414.000 contro 415.000), mentre nel 2016 il turismo internazionale è passato a 726.000 presenze, arrivando a rappresentare il 59% del totale. Questo dimostra che il posizionamento geografico periferico che nel recente passato aveva penalizzato turisticamente quest’area della Sicilia, ora non costituisce più un handicap.
A dire il vero, oltre all'«effetto Montalbano», su questi risultati hanno influito anche l’inserimento dell’area nella lista del Patrimonio dell'umanità UNESCO nel 2002 e l'instabilità politica di alcune aree del mondo con il conseguente rischio terrorismo, che hanno dirottato sulla Sicilia considerevoli flussi turistici.

La forza del territorio ibleo sta nel mix di esperienze che vi si possono vivere: un mare incontaminato (ben 3 delle 7 bandiere blu della Sicilia), uno straordinario patrimonio storico-artistico, una enogastronomia d'eccellenza (Ragusa è il capoluogo con più ristoranti stellati in rapporto alla dimensione della popolazione).
Ora si tratta di fare tesoro dei risultati raggiunti puntando a mettere in rete enti locali e operatori per realizzare un sistema informatico unitario digitale, a disposizione dei visitatori, che indichi le cose da fare e da vedere, i servizi di base (come spostarsi, dove trovare un bancomat, un pronto soccorso, gli orari dei musei, ecc.) e segnali i servizi della filiera turistica di eccellenza (dove dormire, dove mangiare, ecc).