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A due anni dal disastro nucleare, il Giappone registra numeri da record per le presenze turistiche. E l’assegnazione delle Olimpiadi 2020 a Tokyo è la conferma del pericolo superato

 

La paura è passata, e in poco più di due anni si è tramutata in entusiasmo e fiducia per il presente e il futuro: è la storia del Giappone e del suo appeal turistico, duramente danneggiato dal disastro nucleare di Fukushima del marzo 2011, ma già pronto a battere ogni record. Se a ciò aggiungiamo la recentissima decisione di affidare a Tokyo le Olimpiadi del 2020, è facile comprendere l’entusiasmo del sistema turistico nipponico.

A ben guardare, già nei mesi scorsi un segnale significativo era arrivato, con la notizia di un cospicuo e crescente flusso turistico, prevalentemente interno, proprio verso la prefettura di Fukushima: un “turismo della memoria” o del macabro, in grado di dare un notevole impulso all’economia della zona. Ma in questi giorni, dopo la decisione del Comitato olimpico internazionale di far svolgere i Giochi olimpici del 2020 nella capitale del Sol Levante, l’entusiasmo per il turismo giapponese è cresciuto oltre modo.

Come racconta il quotidiano britannico Telegraph, secondo gli operatori turistici britannici specializzati in viaggi per il Giappone il 2013 si avvia a essere l’anno dei record. Nei primi sette mesi di quest’anno, infatti, circa 111.300 viaggiatori britannici si sono recati in Giappone, con un aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2012; ma per comprendere meglio la portata del boom, basti pensare che anche nel 2010, prima cioè dello tsunami che si abbatté su Fukushima, il numero di turisti britannici nei primi sette mesi dell’anno si era fermato a una cifra sensibilmente inferiore, ovvero 107.391. Secondo Kylie Clark del Japan National Tourist Organisation, molti dei turisti che quest’anno si sono recati in Giappone hanno effettuato un viaggio rimandato quando l’allarme per le conseguenze del disastro nucleare era ancora molto forte. Inoltre, una sensibile svalutazione dello yen ha consentito di rendere, se non proprio abbordabili, più accessibili i costi per una vacanza nel Paese asiatico.

La decisione del CIO di assegnare le Olimpiadi a Tokyo, del resto, rappresenta una garanzia sul passato pericolo per il territorio di Tokyo, distante da Fukushima, come ricordato in questi anni dagli operatori turistici, tanto quanto Londra è distante da Bruges: “non ci sono mai stati né mai ci saranno danni per Tokyo” ha in questo senso assicurato il premier nipponico Shinzo Abe.

Gli ingredienti per un nuovo record di presenze turistiche, insomma, non mancano. Ma quel che più conta è che il Giappone stia rapidamente tornando ai numeri di un tempo, e anche meglio.

 

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