Obama a Milano

La responsabilità della fortuna, la convenienza della sostenibilità, la politica che guarda avanti di vent’anni. La conferenza di Barack Obama a Milano, in occasione del Global Food Innovation Summit di Seeds&Chips, ha colpito ed emozionato – com’era prevedibile – tutti i presenti nella sala congressi di Fieramilano a Rho. Parole che hanno lasciato il segno per la semplicità con cui l’ex presidente USA ha illustrato criticità sociali e possibili soluzioni, difficoltà e stimoli.

Prima di Obama, sul palco è salita la diciottenne Morgane Kendregan. La conosco da quando è nata, sono a conoscenza del suo impegno per i diritti umani e sapevo che il suo discorso non sarebbe stato affatto banale. E infatti ha parlato della responsabilità di mettere la propria fortuna, come individui e come società avanzate, a disposizione della collettività globale, della comunità mondiale che deve crescere insieme, superando ogni conflitto.

Di conflitti, guerre e tensioni internazionali ha parlato molto Obama, nel suo dialogo con l’ex chef della Casa Bianca, Sam Kass. L’ex presidente ha analizzato la geopolitica mondiale riuscendo a farsi capire da tutti con esempi chiari, concreti. “Un genitore che non riesce a sfamare suo figlio pensa solo al cibo, il suo bisogno primario. Solo dopo aver ristorato la propria famiglia può guardarsi intorno, esaminare il mondo. La fame produce disperazione, rabbia” ha detto Obama “e in molti dei conflitti attuali c’è all’origine una mancanza di risorse primarie, di acqua e di cibo”.

Obama non ha fatto un discorso pacifista in senso filosofico, perché è rimasto assolutamente concreto. Un po’ come la moglie Michelle – “il suo successo è dovuto al fatto che guarda ai problemi come un genitore, orientato alla soluzione” – Barack ha insistito a più riprese sulla convenienza economica oltre che sociale del progresso tecnologico, del contrasto alla fame nel mondo e allo spreco di energie e risorse nei Paesi più ricchi (gli USA sprecano il 40% del cibo che comprano!). Così come del dovere dei politici di guardare al futuro.

“Vedete, le auto che si guidano da sole sono già realtà, presto saranno diffuse sul mercato. Ma oggi in America ci sono 9 milioni di persone che si guadagnano da vivere guidando” ha spiegato, parlando della necessità di abbracciare il progresso senza dimenticare i problemi che esso solleva nel mercato del lavoro.

Lo spirito di Obama, che ha catturato l’uditorio italiano, si incarna così in una costante sfida ai problemi del mondo, alla ricerca di soluzioni e di nuove energie da coinvolgere. La decisione di creare una scuola di formazione a Chicago per giovani leader da tutto il mondo rispecchia così l’invito all’azione che Obama – e prima di lui Morgane – ha rivolto agli italiani. Agli imprenditori, alla classe dirigente, ai singoli cittadini che possono fare molto “agendo localmente ogni giorno”.
Un messaggio di sfida e di speranza, perché – come ha concluso Obama – “la storia non va mai dritta ma alla fine, in un modo o nell’altro, arriva sempre alla giustizia”.

Monica Mailander Macaluso

Monica Mailander Macaluso

Twitter @MonicaMailander