Dall'industria al turismo, lo sviluppo dei territori italiani passa dall'evoluzione dei rapporti tra i soggetti coinvolti. Come dimostra l'evoluzione del Bellunese sancita a MIDO

A fine febbraio il settore mondiale dell’occhialeria e dell’ottica si è riunito a Milano per MIDO, la più importante fiera internazionale del comparto. L’edizione 2017 di MIDO è stata l’occasione per presentare il “distretto culturale evoluto delle Dolomiti Bellunesi”: un evento niente affatto casuale, soprattutto alla luce degli ultimi dati economici.
La scorsa settimana, infatti, Intesa Sanpaolo ha pubblicato il 9° Rapporto Annuale sull’economia e la finanza dei distretti industriali di tutta Italia. I 149 distretti sono i veri protagonisti della ripresa in corso nel biennio 2015-16, dice il report, che mostra come fatturato e margini unitari delle imprese distrettuali abbiano toccato nuovi massimi storici. Al contrario, nelle aree non distrettuali il divario rispetto ai livelli pre-crisi è ancora significativo. E per il 2017-18 si prospetta un’accelerazione della crescita (+4,3% cumulato), trainata nuovamente dai mercati esteri e sostenuta dalla domanda interna, con un maggior ruolo per i beni di investimento.

 

 


Tra i quindici distretti con le performance migliori del Paese, al primo posto c’è quello del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, di cui recentemente abbiamo raccontato la candidatura a patrimonio UNESCO; al secondo posto ancora il Veneto, appunto con il distretto dell’Occhialeria di Belluno.

 

 

 Ed è proprio il distretto bellunese che sta vivendo in questo periodo un’evoluzione che potrebbe portarlo a guidare la classifica, con un percorso che – un po’ come successo per il Prosecco – superi i confini industriali per abbracciare uno sviluppo del territorio a 360 gradi.

A presentare il nuovo distretto evoluto insieme a Cirillo Marcolin, presidente di MIDO, c’erano Luca Barbini, presidente di Confindustria Belluno, e il direttore Andrea Ferrazzi; Lorraine Berton presidente di SIPAO (Sezione di Assindustria Belluno che riunisce le imprese produttrici di articoli per l’occhialeria); Renzo Iorio, ex presidente di Federturismo e attuale coordinatore del Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria; Domenico Sturabotti, di Fondazione Symbola, Stefano Micelli di Fondazione Nord Est e Armando Massarenti, responsabile delle pagine culturali del Sole 24 Ore. A unire i presenti, i tre elementi d’eccellenza del territorio bellunese, conosciuti e soprattutto riconosciuti in tutto il mondo:

- le Dolomiti
- il pittore Tiziano
- gli occhiali

In altri termini, la natura, l’arte e il made in Italy. Per metterla ancora più chiaramente, i tre elementi cardine dell’immaginario che tutto il mondo riconosce all’Italia.

Il distretto culturale evoluto delle Dolomiti Bellunesi rappresenta quindi la summa di quanto l’Italia dovrebbe fare per crescere economicamente, valorizzando il proprio patrimonio acquisito – l’heritage – e le proprie capacità e competenze professionali – il know how – sui mercati di tutto il mondo. Puntando sull’unicità, la bellezza, l’arte e l’esperienza, valori non esportabili e che il resto del mondo ci invidia proprio perché non è in grado di imitarli.

Di seguito i principali interventi dei promotori del Distretto evoluto bellunese.

La nostra intervista ad Armando Massarenti del Sole 24 ORE


 

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Bruno Caprioli

Twitter @capriolibruno

 

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Nella foto in alto, le Dolomiti e la casa natale di Tiziano Vecellio si riflettono sulla facciata del Museo dell'Occhiale a Pieve di Cadore. Fonte: pagina Facebook del Museo dell'Occhiale