"Partiamo dai banchi di scuola per formare buoni cittadini" è lo slogan che accompagna un'iniziativa che ha l’obiettivo di introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia scolastica obbligatoria

Cinquantamila firme per ottenere un risultato importante: rendere i bambini e i ragazzi più consapevoli e rispettosi del bene comune, accrescere il loro senso di appartenenza e donar loro le basi per vivere in modo civile e solidale. Lo scopo è nobile e intende portare tra i banchi di scuola una materia fondamentale per formare i cittadini del futuro. L’iniziativa è partita dal Comune di Firenze, ma ha presto ottenuto l’appoggio dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani e si sta spandendo in tutta la Penisola. Educazione alla cittadinanza dunque come materia obbligatoria, con voto, da insegnare in tutti gli istituti, di ogni ordine e grado.

Lo scorso 14 giugno una delegazione di sindaci ha depositato in Corte di Cassazione la proposta di legge e adesso in sei mesi si vogliono raggiungere cinquantamila sottoscrizioni, necessarie per poter depositare il testo in Parlamento. Gli argomenti proposti sono lo studio della Costituzione, lo studio del principio di uguaglianza, l’educazione al rispetto dell’altro, l’educazione ambientale, l’educazione digitale e l’educazione alimentare.

Donare già in tenera età gli strumenti per comprendere i principi della Carta Costituzionale e tutto ciò che ha a che fare con il vivere civile, è di fondamentale importanza per far crescere giovani con valori sani. Negli ultimi anni si assiste ad un progressivo indebolimento del senso di responsabilità e del rispetto reciproco, a tal proposito la proposta di legge vuole gettare le basi per costruire una società fatta di cittadini attivi e consapevoli. La legge di iniziativa popolare vuole inserire nei curricula questi temi attuali, importanti per donare ai ragazzi un faro da seguire, in un periodo in cui sembra esserci poco spazio per il vivere civile ed il senso critico. Nel 1958 Aldo Moro istituì l’insegnamento dell’ educazione civica, ma negli anni ha subito trasformazioni, non affermandosi mai come materia vera e propria, rimanendo sempre un po’ in sordina.

La campagna promossa dall’Anci vuole recuperare la dimensione educativa, donando gli strumenti per combattere l’indifferenza dei giovani nei confronti del bene comune. Per raggiungere le 50 mila firme tutti possono contribuire, sul sito www.anci.it è possibile trovare sia il testo della proposta di legge di iniziativa popolare, sia i moduli per la raccolta firme. Se questa legge riuscisse ad entrare in vigore sarebbe un grande traguardo, infatti dal senso civico derivano anche la valorizzazione del territorio, il rispetto dell’ambiente, delle regole e la salvaguardia del bene comune.

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Debora Calomino

Twitter @CalominoDebora

 

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