Leggendo i vari post di Facebook, mi sono imbattuto in un bando promosso dall’Unione Ciechi e degli Ipovedenti della Sezione di Napoli per la gestione del portale del turismo accessibile in Campania (AT Campania) con lo scopo di rendere accessibili ai disabili i vari siti turistici.

La notizia mi ha subito incuriosito, e grazie a Google ho trovato tutte le informazioni necessarie.

Il turismo accessibile è definito come un insieme di strutture e servizi messi a disposizione a favore di persone con disabilità o bisogni speciali in modo che possano godere della possibilità di viaggiare, alloggiare e prendere parte a eventi senza incontrare problematiche o difficoltà in condizioni di autonomia, ma anche di sicurezza e comfort.

Un servizio o una struttura sono accessibili prima di tutto quando risulta accessibile l’informazione relativa, cioè facilmente reperibile, comprensibile ed efficace. Un servizio o una struttura sono accessibili quando sono facilmente raggiungibili e, una volta raggiunti, interamente fruibili. Un servizio o una struttura sono accessibili quando il personale che vi opera è preparato a rispondere ai vari tipi di esigenze. Un servizio o una struttura sono accessibili quando sono inseriti in una “rete” accessibile (alberghi, mezzi di trasporto, ristoranti, luoghi d’interesse nelle vicinanze).

Bisogna, quindi, poter e saper proporre trasporti accessibili, strutture ricettive accessibili, ma anche proposte e programmi con itinerari accessibili.

Nell’estate del 2006, durante una vacanza a Barcellona, vidi un anziano signore inglese che accudiva la moglie sulla sedia a rotelle, faticava a spostarsi negli angusti spazi dei ristoranti delle Ramblas, strutturati su più piani con scale pericolose, gradini tra una sala e l’altra, non sempre dotati di montascale o ascensori in quanto situati in edifici storici.

Andando a piedi per una qualsiasi città italiana si riscontrano tanti problemi per le persone con disabilità, come ad esempio il marciapiede con la pendenza non corretta, semafori senza segnalatore acustico, sottopassi senza il percorso sul pavimento, ingressi per disabili nascosti nei luoghi meno accessibili, ascensori con porte inferiori al metro, sagrati delle chiese senza gli scivoli e via discorrendo.

Quanto scritto sopra sintetizza i tanti problemi che possono riscontrare le persone con disabilità, quindi sarebbe giusto far fruire anche a loro il meglio che può essere offerto dall’uomo e dalla natura.
Il turismo accessibile rappresenta un settore ancora poco diffuso presso gli operatori turistici, perciò è necessario promuovere la consapevolezza di questa opportunità presso gli operatori pubblici e privati.

Il Progetto TURISMO ACCESSIBILE prevede la realizzazione di un portale dell’accessibilità turistica affidato alla Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che da diversi anni è impegnata nella sensibilizzazione e formazione degli operatori di questo settore.
Il progetto è sostenuto dalle sezioni napoletane del Rotary, dalla Fondazione turismo accessibile e dalla Fondazione Arti Napoli.

Come riporta il sito dell’AT Campania, le finalità del progetto sono la promozione dell’accessibilità, ossia l’assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, condizione indispensabile per consentire la fruizione di spazi, beni e servizi da parte di tutte le persone che hanno problemi per accedervi. In particolare, l’accessibilità delle strutture e dei servizi turistici rappresenta, non solo uno dei principali temi dello sviluppo delle attività turistiche, ma un obiettivo che deve riguardare la partecipazione attiva di tutti gli operatori pubblici e privati.

La promozione del turismo accessibile sarà svolta attraverso conferenze, convegni, seminari e formazione specifica degli operatori a tutti i livelli, partendo dall’importante strumento del portale dedicato all’accessibilità di strutture, servizi ed eventi.
I servizi offerti sul portale saranno gratuiti sia per gli utenti che potranno recensire ed inserire nel database le strutture, sia per quelli che vorranno leggere le recensioni scritte dagli altri utenti.

Il portale evidenzia chiaramente le aree di interesse dei visitatori, suddividendole in quattro sotto aree: caffè, hotels, musei, e ristoranti. Ad oggi l’unico luogo censito è il Gran Caffè Gambrinus, lo storico caffè fondato nel 1860.
Il portale per essere completo dovrebbe essere anche in lingua inglese per fornire le informazioni ai turisti stranieri in visita in Campania; inoltre potrebbe disporre di un App con contenuti audio.

Il turismo accessibile a Napoli è promosso anche dal Comune attraverso l’associazione Peepul che censisce, mappa ed esegue il monitoraggio del territorio del comune e della provincia di Napoli con schede di rilevazione delle situazioni di accessibilità di ogni luogo, di consulenza tecnica per l'abbattimento delle barriere, di formazione di volontari ed operatori turistici "solidali" e infine realizza tour definibili "del tutto accessibili".

Peepul intende il turismo accessibile quello per tutti, adatto alle esigenze dei disabili motori, sensoriali e cognitivi ma anche di tutti gli altri soggetti con bisogni speciali, dagli anziani ai disabili temporanei fino ad includere coloro che sono costretti a seguire diete alimentari particolari.
Sarebbe un’ottima opportunità far conoscere Napoli e la sua provincia a differenti target di turisti, rendendo per esempio completamente accessibili: il Museo di Capodimonte, Santa Chiara, Palazzo Reale, il Museo Archeologico, il Cristo Velato della Pietatella, e il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa per citarne solo alcuni. Poter mangiare una buona pizza, la pizza fritta, la pasta cresciuta, i puparuoli, la pasta alla genovese e altri piatti tipici oppure usufruire al meglio delle Terme di Ischia.
Nei musei e nelle chiese sarebbe utile per i non vedenti toccare il plastico della struttura o le sculture stampate in 3D per rendere più emozionante ed interessante la visita.Dopo la costituzione della società per la gestione del portale e i primi anni di formazione e sensibilizzazione si potrà valutare se si sono avuti dei risultati e se la promozione del territorio non solo in Campania ma anche nel resto dell’Italia potrà avere come beneficiari le persone con disabilità o bisogni speciali.