La Villa Reale di Monza, dal 1780 al 1859 fu la residenza estiva degli Arciduchi d’Austria nel Ducato di Milano e Regno del Lombardo Veneto, durante il Regno d’Italia Napoleonico venne abitata dal Vicerè Eugenio Beauharnais e successivamente fino al 29 luglio 1900 divenne la residenza estiva preferita di Re Umberto I.

La Villa Reale di Monza nel 2014, dopo 114 anni di incuria, abbandono, degrado e qualche ipotesi di demolizione viene riaperta al pubblico senza riscontrare il successo sperato. In seguito ai parziali restauri conservativi, la Villa come viene chiamata in gergo ha trovato nuova vita aprendo al pubblico come Residenza Reale e spazio espositivo, ma ad oggi i risultati attesi non si sono visti.
Attualmente sono visitabili il primo e il secondo piano nobile, gli appartamenti reali, quelli privati e il belvedere oltre al serrone, la cappella di corte, il teatrino di corte, i giardini della Villa Reale e il Parco.

La nuova vita della villa del Piermarini, voluta dall’Imperatrice Maria Teresa, avrebbe dovuto essere un punto di riferimento del turismo brianzolo, garantendo circa 1.000.000 di visitatori all’anno come per la Reggia di Venaria Reale, mentre il primo anno i visitatori non hanno raggiunto quota 300.000.
Nel biennio 2014-2016 i visitatori non hanno superato quota 400.000 di cui 250.000 per biglietti venduti ed il restante per ingressi gratuiti di cui 70.000 nei primi 15 giorni di promozione per la riapertura della reggia.

Il biglietto di ingresso è di 10€ per la visita agli appartamenti reali e 14€ per gli appartamenti privati, oppure 16€ per l’offerta cumulativa. Negli appartamenti e nel Belvedere della Villa si tengono esposizioni con biglietto di ingresso maggiorato. Le combinazioni del biglietto e promozioni non sono chiare soprattutto se si confrontano le informazioni contenute nel sito istituzionale della Reggia di Monza ed in quello dedicato alla Villa Reale; infatti le tariffe di ingresso sono spiegate in modo differente e variano da sito a sito.

Gli altri eventi legati alla Villa sono le giornate del Fai e le Ville aperte in Brianza nel mese di settembre.
Il numero non brillante di visitatori ha già mietuto la prima vittima; infatti il gestore del ristorante e del bar della Villa ha cessato l’attività a causa dello scarso numero di visitatori, e attualmente verrà garantito solo il servizio bar.
Nel Parco di Monza sono presenti dei punti di ristoro e un ristorante in cui le recensioni dei clienti non invitano di certo a mangiare piatti tipici locali e bere bevande con un buon rapporto qualità prezzo.

Il sito internet della Reggia fornisce diverse informazioni ma nelle versioni in lingua straniera (inglese, francese, spagnolo e tedesco) non è indicato come raggiungere il sito turistico con i mezzi pubblici, mentre per il sito in italiano i potenziali visitatori vengono rimandati ai siti istituzionali di Trenord, Tilo e Brianzatrasporti, senza indicare ulteriori informazioni. La stazione principale di Monza dista 20 minuti a piedi mentre la stazione FS e M1 di Sesto San Giovanni, dista non più di 30 minuti di autobus.

Il sito della Villa fornisce ulteriori informazioni soprattutto di interesse storico ed artistico ma è solo in lingua Italiana.
La Vila Reale è presente su Facebook con una propria pagina, Twitter, Instagram e Vimeo.

Monza è meta turistica durante il Gran Premio di F1, lo spettatore (circa 150.000 all’anno) difficilmente si ferma a visitare le bellezze artistiche della città, in quanto non sono promosse con adeguati pacchetti turistici, e con il biglietto di ingresso all’Autodromo non sono previste convenzioni o sconti con le attività turistiche del territorio.
L’offerta turistica di Monza e Brianza è data da diverse Ville costruite tra il '600 ed i primi anni del '900 ed edifici religiosi generalmente non aperti al pubblico, di difficile accesso o da restaurare, e non sono legati a un circuito che preveda l’apertura costante o su prenotazione.

L’ex Villa Arciducale non rientra in nessun circuito che prevede convenzioni e sconti con le altre realtà locali come il Museo del Duomo di Monza, dove è conservata la Corona dei Re d’Italia (Corona Ferrea), la pista dell’Autodromo di Monza, i Musei civici di Monza (dove sono esposti quadri di illustri pittori monzesi dell’800 e 900) o la Cappella Espiatoria che commemora il regicidio di Re Umberto I (è aperta gratuitamente due giorni alla settimana dalle 9 alle 14). L’unico punto a difesa dell’attuale situazione turistica monzese può essere che i punti di interesse sono di diversi proprietari, ad esempio la Villa Reale è di proprietà del Comune di Monza, Regione Lombardia e del Ministero dei Beni Culturali, mentre la Cappella Espiatoria è di proprietà del Mibact. Questi siti di interesse turistico non sono neppure pubblicizzati sui siti internet della Villa Reale e della Reggia, mentre come vedremo in seguito il Museo del territorio di Vimercate promuove il territorio circostante.

L’offerta alberghiera è a dir poco scarsa; infatti sono presenti 875 posti letti e 969 per esercizi extra alberghieri, di cui 11 hotel classificati tra 2 e 4 stelle, e 46 esercizi extra-alberghieri. Secondo i dati forniti dal Comune di Monza, le tasse di soggiorno versate dagli albergatori solo nel periodo gennaio-settembre 2017 sono state di 198.000 euro per 154.151 pernottamenti e 71.000 visitatori (media di 2 giorni). Da questi dati è facilmente intuibile che i flussi turistici sono dovuti per lo più a trasferte per lavoro, turismo ospedaliero (Monza secondo i comunicati stampa locali è leader in Lombardia per il turismo sanitario d’eccellenza) e quello turistico rivolto alla città di Miano che dista poco più di 15km ed è raggiungibile in treno in meno di 20 minuti.

Per contro a Vimercate, cittadina della Brianza est di soli 26.079 abitanti, non è servita da treni e metropolitane ma solo da servizi autobus extraurbani e autostrada, ha tra le sue bellezze 4 ville patrizie costruite tra il '300 ed il '700 soventemente aperte al pubblico, e soprattutto il Comune ha istituito il Must (Museo del territorio del Vimercatese). Il museo raccoglie le collezioni provenienti dal territorio locale (fotografie, archeologia, arte e storia). Il sito internet del museo dedica un’area esclusivamente alla promozione del territorio con itinerari turistici per gruppi, turisti km 0, e come visitare il paese. Il sito internet è anche in lingua inglese con poche informazioni chiare ed utili.

Citando il più autorevole esperto di Marketing il Prof. Philip Kotler, possiamo dire con certezza che si riscontrano anomalie o scarsa applicazione delle famose 4P Prodotto, Prezzo, Punto Vendita (sito storico, museo) e Promozione, adattabili tranquillamente al settore turistico.

La città di Monza potrebbe sfruttare la vicinanza con la città di Milano e venire inserita nei percorsi e nei pacchetti turistici del capoluogo lombardo, in modo tale da diventare la Potsdam italiana, sfruttando così i flussi turistici della città più ricca di Italia. Soprattutto sia la Reggia di Monza che gli altri siti di interesse necessiterebbero di miglior promozione, rivolgendosi possibilmente a potenziali visitatori cinesi, giapponesi e arabi.

Le scelte identitarie dell’ente che gestisce la struttura, della città di Monza e della sua giovane provincia non pagano in termini di ricavi e numero di visitatori forse per mancanza di promozione del territorio brianteo come continuazione di quello milanese, e il costante rifiuto di avere stretti legami economici e turistici con la Città metropolita di Milano.

Giorgio G. Castoldi

Professore a contratto Università degli Studi di Milano

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