Visitatori in crescita nei borghi e nelle aree rurali, il ministero lancia un nuovo bando da 20 milioni per la promozione dei borghi e firma un protocollo per portarvi le scolaresche

Si è chiuso ufficialmente l’Anno dei Borghi 2017, voluto dal Mibact in ottemperanza con quanto contenuto nel Piano Strategico del turismo 2017-2022 che ha tra i propri obiettivi il rinnovamento e l’ampliamento dell’offerta turistica, la valorizzazione di esperienze di viaggio più sostenibili e autentiche e la creazione di nuova occupazione.
I dati e le buone pratiche avviate confermano quanto i Borghi siano una realtà determinante per il sistema turistico italiano e quanto contribuiscano allo sviluppo economico ed occupazionale del Paese.
Durante tutto l’anno, Stato, Regioni, Enti locali, associazioni e Enit hanno messo in campo una strategia di promozione unitaria che ha portato i suoi frutti: le aree interne hanno attirato il 36% dei turisti, con una media di 11 per abitante contro i 5,4 del territorio rimanente, le presenze nelle aeree rurali sono cresciute di più del 7% e il turismo dei cammini ha avuto un incremento a due cifre. E per incentivare ancora di più questa tendenza il Mibact ha appena approvato un nuovo bando per il 2018 che stanzia 20 milioni di euro per promuovere il turismo nei Borghi italiani che rientrano nell’area del Pon cultura.

Coerentemente con la legge ‘salva Borghi’ appena approvata dal Parlamento dopo 15 anni di tentativi, il comitato dei Borghi italiani, istituito dal Ministro Franceschini, ha presentato la Carta dei Borghi. Si tratta di un insieme di azioni concrete – dagli interventi infrastrutturali, alle strategie digitali e per l’accessibilità, alle politiche imprenditoriali – che rappresentano il punto di partenza per accompagnare le iniziative che si vanno delineando per rendere effettivo il rilancio dei borghi e del turismo sostenibile italiano. A questi interventi si accompagna un protocollo d'intesa firmato Franceschini e dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, insieme all'ANCI per promuovere il turismo scolastico nei borghi italiani.

I 6 mila borghi italiani costituiscono un grande museo diffuso. Circa un decimo è ancora in stato di abbandono e un quarto in fase di spopolamento, ma si comincia a delineare una controtendenza grazie a una nuova sensibilità, soprattutto tra i giovani, nei rapporti con l’ambiente e un nuovo valore aggiunto che si sta creando attorno ai prodotti ad alta qualità alimentare. Così cresce l’offerta di turismo lento ed emozionale nelle aree lontane dai centri in cui si offrono i servizi essenziali. Un rapporto di Airbnb rileva che dal settembre 2016 al settembre 2017 i 30 mila annunci in aree rurali hanno mosso un fatturato di quasi 80 milioni di euro e oltre 540 mila viaggiatori.