Pici al sugo di salsiccia

Studenti delle quarte e delle quinte tra i fornelli per preparare i piatti forti della tradizione toscana. Obiettivo riscoprire i sapori forti del territorio e lavorare in squadra

Tra le gare di cucina a squadre non poteva certo mancare il coinvolgimento delle scuole alberghiere. L’idea non è del tutto nuova: ci hanno già pensato le Marche, con un concorso riservato agli studenti degli istituti alberghieri che si va completando proprio in questi giorni.

Ora si aggiunge la Toscana, che ha scelto lo stesso tema: raccontare le eccellenze culinarie del territorio attraverso i primi piatti. Ai fornelli - per cucinare tortelli, pappardelle, pici, minestre e zuppe - si cimenteranno gli studenti del IV° e del V° anno del corso di enogastronomia degli istituti alberghieri. Alla sfida, denominata "Primi di Toscana", contribuiranno anche gli allievi degli istituti agrari a cui spetterà la scelta e la fornitura degli ingredienti utilizzati dai ragazzi nella preparazione dei piatti. È un tema quasi obbligato se si considera che minestre e zuppe sono piatti forti della tradizione rurale toscana, talvolta piatti unici per le classi meno abbienti della popolazione, con la pasta rigorosamente ‘tirata’ a mano e condita con i meravigliosi oli delle colline.

“Primi di Toscana” è una iniziativa che guarda alla scuola nella sua connessione con il mondo del lavoro e finalizzata quindi a testare le esperienze trasversali acquisite con l’alternanza scuola-lavoro. Le scuole partecipanti sono infatti quelle che hanno sottoscritto l’apposito protocollo con la Regione. Ora le scuole entro il 30 novembre dovranno mandare alla Regione la loro candidatura, poi avranno tempo fino al 3 aprile 2018 per scegliere a livello locale il primo piatto da realizzare nella gara finale che si svolgerà nel mese di maggio. Il periodo intercorrente servirà ai ragazzi per testare ricette e prodotti e soprattutto vivere un importante momento di aggregazione e di lavoro in squadra.

I primi piatti preparati dagli alunni e i vini proposti in abbinamento daranno così vita a un vero e proprio mosaico delle tradizioni locali toscane, mentre le ricette dettagliate dei piatti eseguiti confluiranno nella pubblicazione di uno specifico manuale dei “primi” toscani.