Chiesa di San Leonardo a Luogosanto

Un partenariato pubblico/privato e un milione di euro di fondi POR per lo sviluppo turistico delle aree interne che punta sul patrimonio culturale e religioso

Il turismo in Sardegna per molti anni è stato associato al mare e alle spiagge da sogno, veicolando un’immagine parziale di una destinazione dalle mille sfaccettature. Oggi questa isola incantevole scommette su un turismo diverso, che affiancandosi a quello balneare possa offrire un’esperienza unica e completa, in grado di soddisfare le aspettative di ogni tipo di viaggiatore.

Qualche giorno fa a Galtellì è stato firmato un protocollo d’intesa per promuovere il turismo religioso, incentivando le reti di pellegrinaggio e strutturando al meglio i cammini dell’Isola. Il territorio sardo con la sua storia e le sue tradizioni ha molto da offrire dal punto di vista spirituale e culturale, una ricchezza che può divenire un volano per lo sviluppo turistico anche delle aree interne.

La bellezza dei paesaggi, la genuinità dei prodotti enogastronomici, la salvaguardia dell’ambiente, sono tutti elementi che rendono l’esperienza di viaggio in Sardegna unica e di qualità. Il contatto con le comunità autentiche e con la qualità della vita consentono al turista di vivere il territorio sardo in maniera differente e totale, in un contesto incomparabile ad altre realtà. In questa fase è fondamentale fare rete, specialmente lungo le vie dei pellegrinaggi, in modo da poter essere una destinazione competitiva a livello nazionale e internazionale, creando così un prodotto turistico omogeneo.

Per una promozione unitaria della Sardegna verrà costituito un partenariato pubblico/privato, con sei destinazioni firmatarie dell’intesa (Dorgali, Galtellì, Gesturi, Laconi, Luogosanto e Orgosolo), attraverso i fondi del POR Sardegna destinati al segmento, pari a un milione di euro. Ogni Comune avrà la possibilità di presentare le sue eccellenze culturali e religiose e sarà tappa di un itinerario che coniuga natura, cultura, arte, spiritualità, artigianato ed enogastronomia. Inoltre si sta delineando la possibilità di valorizzare durante i cammini e i riti religiosi i canti liturgici tipici della Sardegna, un patrimonio immateriale da divulgare e preservare.