Un mercato in forte crescita quello del turismo sanitario che l’Italia tenta di intercettare grazie a strutture di ottimo livello da mettere necessariamente in rete

Unire le strutture sanitarie italiane di eccellenza che operano nel medical tourism potrebbe far crescere il turismo sanitario nel nostro Paese e migliorare l’attrattività dei territori. In sintesi è quanto è emerso dalla recente conferenza “Qualità del sistema sanitario italiano turismo e attrattività dei territori” che si è tenuta alla Farnesina per l’organizzazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Il sistema sanitario italiano si colloca già oggi ai primi posti nei ranking mondiali grazie a strutture di assoluta qualità, che attraggono numerosi pazienti dall’estero e stanno puntando a crescere ulteriormente nel turismo medicale e della salute. Il segmento ingloba i viaggi al di fuori del proprio Paese di residenza, grazie alla facilità degli spostamenti e ai costi decrescenti, allo scopo di ricevere prestazioni medico-sanitarie concordate, nonché l’insieme delle attività di organizzazione di viaggio e di permanenza nel paese estero.

È un mercato in forte espansione a livello globale che ora l’Italia sta tentando di intercettare e coordinare. Quello che è mancato finora è stato un brand di sistema nazionale che rappresenti l’Italia nel mondo. Ora si è affacciata Health in Italy, un’associazione senza scopo di lucro che mira a contribuire alla promozione dell’intera filiera della salute (ospedali, alimentazione, benessere, cure termali, stili di vita e strutture alberghiere) e a presidiare un mercato in forte crescita, per aggiungere quindi l’eccellenza nella sanità alle altre dimensioni per le quali l’Italia è già famosa in tutto il mondo. Secondo gli studi più recenti, si potrebbe registrare un incremento del fatturato della filiera della salute di oltre 5 miliardi di euro l’anno.