bit milano turismo 2017

Il turismo è sempre più digitale ed esperienziale, le app vincono sui dépliant, la cucina è il nuovo trend, si consolida la nicchia del turismo LGBT, Milano sempre più regina dei congressi, per i ponti di primavera il 70% degli italiani va fuori porta

La Bit – Borsa Internazionale del Turismo è sempre stata e lo è ancora oggi una grande miniera di dati e tendenze sul turismo da e per l’Italia. Vediamo quali sono stati i numeri dell’edizione 2017 che si è tenuta a Fieramilanocity: tre giornate di business, 16.353 incontri di match-making (+13% rispetto al 2016), 2.000 espositori, 1.500 top buyer profilati italiani ed esteri, 200 travel blogger (la presenza dei blogger è già più che una tendenza) e 2.000 rappresentanti dei media accreditati.

Nuova location, nuova formula, sinergia con la città, dicono gli operatori, hanno rafforzato il ruolo di Bit come importante marketplace mondiale e rilanciato i settori di punta del Made in Italy. In forte crescita quest’anno anche l’impatto social della manifestazione. Nei giorni del salone #Bit2017 è stato trending topic su Twitter. Positivo il sentiment (fonte: Sentiment Viz) con un engagement di 13.900 interazioni, un reach di 2.189.912 persone (+54% rispetto all'anno scorso) e 16.800.000 views (+100% rispetto all'anno scorso).

Un turismo sempre più digitale

È dunque una borsa sempre più orientata al digitale come pure la tendenza degli italiani di appoggiarsi al web per ‘costruire’ la propria vacanza. Il turismo si evolve e cambia, un numero sempre maggiore di app è disponibile per facilitare la comunicazione. Gli utenti le utilizzano per documentarsi, scegliere, prenotare e transare economicamente la vacanza. Così saltano i vecchi schemi, il rapporto con le agenzie tradizionali e a volte anche con quelle online. Per molti è preferibile trattare direttamente con gli operatori turistici del territorio. Alcune indagini affermano che tramite mobile la ricerca di un’esperienza enogastronomica viene ormai prima delle ricerca di un sito culturale quando si comincia a pianificare i dettagli di un viaggio. Di qui discende la nuova tendenza: il marketing emozionale per proporre inusuali filosofie di viaggio concentrate soprattutto sul mondo del food e l’attività all’aria aperta e così attrarre nuovi clienti.

Contaminazione tra arte sport e turismo

La contaminazione di arte, cultura, sport e gusto con il turismo è ormai assodata. Si è passati da essere turisti passivi a diventare viaggiatori che non si accontentano più di visitare, ma vogliono immergersi nell’esperienza della destinazione con tutti i cinque sensi. Gustare i sapori, ascoltare il suono delle lingue e delle musiche, ammirare i paesaggi e osservare i dettagli dell’arte e della cultura, vivere usi e costumi come “veri” abitanti, entrare in sintonia con i luoghi nei modi più diversi, dalla camminata all’immersione, agli sport estremi. Molte regioni hanno ormai fatto propria questa tendenza e preparato pacchetti adeguati.

Le cucine regionali asset per un nuovo turismo

Bit 2017 ha registrato anche un altro trend in costante crescita, quello del turismo enogastronomico a cui ha dedicato un’apposita area. Ormai non esiste manifestazione fieristica nazionale e internazionale che non abbia uno spazio di show cooking. Da anni lo fa anche Torino con il Salone Internazionale del Libro. Fieramilanocity, con lo spazio “A Bit of Taste”, ha aperto una finestra sulle cucine regionali italiane, grazie alla collaborazione dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani (APCI), gettando anche uno sguardo oltralpe. Importante il recruiting day organizzato per mettere in contatto i giovani aspiranti cuochi con aziende del settore alberghiero.
Il food tourism non conosce età, ma l’offerta di prodotti di alta gamma ad esempio nel settore dei grandi vini per ora è appannaggio del target over 50.

Le mete dei ponti primaverili

Pasqua si avvicina e così gli altri ponti di primavera e allora Bit e Touring Club hanno svelato quali sono gli obiettivi culturali e le destinazioni più in voga per quest’anno. Il 70% degli italiani farà un viaggio tra Pasqua e il 1° maggio. Tre quarti resteranno nel Bel Paese, con Toscana, Liguria ed Emilia Romagna in testa. All’estero vincono Spagna e Francia. La durata media della vacanza-tipo è di 5 giorni. Si preferisce staccare la spina in direzione delle città d’arte a breve-medio raggio. Calendario alla mano, la data preferita è il 25 aprile che cade di martedì. Segue il weekend lungo di Pasqua, mentre chiude la graduatoria dei ponti il 1° maggio, che capita di lunedì. L’Italia vince tra le destinazioni preferite, scelte dal 75% delle 2000 persone intervistate attraverso un questionario elaborato da TCI. Le regioni più citate sono comunque la Toscana (17%), forte di un mix unico tra natura e arte, gli evergreen Liguria (10%) ed Emilia-Romagna (7%), con il loro mare tradizionalmente avvantaggiato nelle vacanze brevi dalla vicinanza alle grandi città del Nord. Nel nostro Paese, i pernottamenti saranno per lo più in un’unica destinazione con diverse escursioni in giornata in località vicine (45%), mentre solo nel 23% dei casi sarà un tour vero e proprio.
Tra chi viaggerà all’estero la meta più gettonata è la Spagna (17%), con in testa tra le preferenze Barcellona, seguita dall’Andalusia. La Francia ha il 14% delle preferenze, con la Provenza, la Costa Azzurra e i Castelli della Loira. Meno scelte cadono su Amsterdam, il Portogallo con Porto e Lisbona, l’Inghilterra con Londra. Il 31% degli intervistati si rivoge al web per le proprie scelte, un altro 15 % si fa consigliare dalle riviste specializzate.

Il turismo LGBT

II turismo LGBT è divenuto negli ultimi anni un segmento economicamente sempre più interessante, sia per le destinazioni che per gli operatori del settore. Ancora non esistono dati univoci né ufficiali sulla rilevanza economica di questo segmento, se non alcune stime da parte di istituzioni e associazioni indipendenti che comunque portano a conclusioni molto simili.
Secondo le diverse fonti, il valore economico del turismo LGBT viene stimato a livello mondiale tra i 195 e i 211 miliardi di dollari l’anno. In particolare l’indagine LGBT2030, condotta nel 2016 da Out Now sulle spese in viaggi di un campione di 130 mila persone LGBT residenti in 18 Paesi, rivela che la spesa è aumentata rispetto ai 3 anni precedenti in quasi tutti i Paesi considerati e soprattutto in India (+5,7%), Colombia (+4,7%) e Turchia (+3,4%). Le spese in viaggi realizzate da residenti LGBT dei tre mercati principali (Stati Uniti, Brasile e Giappone) rappresentano oltre la metà (51%) della quota di mercato mondiale.
Interessante è l’analisi emersa dai portali ufficiali di promozione turistica dei 28 Paesi dell’Unione Europea con riferimento al target LGBT. Politiche di comunicazione ad hoc (come la presenza di una sezione tematica dedicata al segmento LGBT e/o l’uso di immagini LGBT in tutto il portale) sembrano infatti capaci di influenzare sia la percezione dell’ente (e quindi della destinazione) come LGBT friendly sia la scelta di visitare la destinazione.
Su 28 portali analizzati a gennaio 2017, 16 (55%) hanno una sezione o una pagina dedicata ai viaggiatori LGBT. Dei 13 portali (45%) che non dispongono di sezioni specifiche, in 5 non è presente alcun cenno ai viaggiatori LGBT, mentre in 8 è possibile trovare qualche riferimento facendo una ricerca per parola chiave nel motore interno al portale. Non fanno alcun riferimento specifico Bulgaria, Cipro, Croazia, Italia e Romania. Presentano riferimenti per parole chiave Belgio (Fiandre), Estonia, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo e Repubblica Ceca. È presente una sezione o una pagina tematica per Austria, Belgio (Bruxelles e Vallonia), Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Regno Unito, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

Milano e il turismo congressuale

Nella capitale nazionale delle fiere e dei convegni non poteva mancare un’analisi sul mercato dei congressi. Il 2016 ha mantenuto un andamento positivo, con una stabilità del numero di meeting (+0,2% rispetto all’anno precedente) e una crescita del numero sia di partecipanti (+6,8%) sia di presenze (+2,2%), generando complessivamente sul territorio milanese una spesa diretta dei partecipanti e degli organizzatori stimabile in via preliminare in 773 milioni di euro.
Uno studio condotto per la Bit dal Laboratorio di Analisi del Mercato Congressuale Internazionale su 349 sedi per congressi ed eventi presenti sul territorio indica che nel 2016 nell’area metropolitana di Milano sono stati complessivamente realizzati 40.595 eventi della durata di almeno 4 ore con un minimo di 10 persone ciascuno, per un totale di 3,13 milioni di partecipanti e 4,37 milioni di presenze.
Gli eventi della durata superiore a un giorno sono stati il 27% del totale e hanno registrato circa 1,3 milioni di partecipanti, mediamente pari a 119 persone per evento, e circa 2,3 milioni di presenze sul territorio.
La maggior parte degli eventi, il 70,5%, si è svolta negli alberghi congressuali (il 49,3% di tutte le sedi analizzate) che hanno ulteriormente incrementato il proprio peso all’interno del mercato rispetto al 2015.
L’apporto della meeting industry al Prodotto Interno Lordo dell’area metropolitana di Milano appare considerevole. La spesa complessiva diretta dei partecipanti è stata pari a 652 milioni di euro, di cui il 65% attribuibile agli eventi a carattere internazionale e il 32% agli eventi nazionali. La spesa diretta degli organizzatori dei congressi e degli eventi, includendo la spesa per il noleggio degli spazi, per gli allestimenti e le tecnologie, per il catering e gli altri servizi, è stata pari a 121 milioni di euro, di cui oltre il 20% effettuata presso i centri congressi e i centri fieristico congressuali. Complessivamente quindi il contributo della meeting industry è valutabile in 773 milioni di euro, pari circa a un mezzo punto percentuale del PIL.
Il monitoraggio condotto dal LAMCI sul posizionamento di Milano nei principali ranking internazionali rispetto all’ambito economico, sociale e culturale mostra un miglioramento dell’immagine della città a livello mondiale, che l’ha portata a occupare il 21° posto nel City RepTrak™: The World’s Most Reputable Cities 2016 del Reputation Institute, guadagnando 11 posizioni rispetto alla rilevazione precedente.

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Foto dalla pagina Facebook della BIT