L'antica Kroton al centro di un accordo tra Comune e Ministero per portare il turismo culturale e archeologico nella città dove insegnava Pitagora

“Quando Roma era un villaggio di pastori, a Crotone insegnava Pitagora” così scriveva Giovan Battista Vico, filosofo, giurista e storico italiano, per sottolineare l’importanza della città calabrese dal punto di vista culturale. Crotone è stata uno dei più rilevanti centri della Magna Grecia, posta sul mar Jonio, circondata da aree marine protette, ancora oggi mostra il suo fascino fatto di elementi naturali e reperti storici e archeologici che narrano i fasti di un glorioso passato. Per valorizzare questo immenso patrimonio è stato siglato qualche giorno fa un accordo tra la Regione Calabria, il Mibact e il Comune di Crotone.

Sono ben 61,7 milioni di euro, provenienti dal Piano Azione e Coesione, i fondi destinati all’area dell’antica Kroton. I fondi saranno così ripartiti: 15,600 milioni di euro per l’area archeologica, quartiere settentrionale, 26,230 milioni per l’area urbana, 7,320 milioni per l’area archeologica Lacinia, 3,100 per l’area marina protetta e 9,450 milioni per la catalogazione, la conservazione e il restauro, la riqualificazione e il marketing. Gli interventi prevedono gli scavi dell’area archeologica di Kroton, le aree urbane di Acquabona e Parco Pignera, l’area archeologica Lacinia, l’area archeologica marina, la realizzazione di itinerari subacquei, l’implementazione di attività di promozione e comunicazione ed una serie di laboratori culturali. L’iniziativa ha lo scopo principale di valorizzare i beni culturali, per uno sviluppo reale del turismo, del lavoro e dell’economia del territorio calabrese.

Il provvedimento va a collocarsi in un sistema di interventi volti alla riqualificazione delle infrastrutture dell’area ionica, con l’ammodernamento della SS106, la realizzazione della nuova ferrovia e la bonifica industriale. Crotone è l’unico centro della Magna Grecia a non essere ancora stato scavato e l’investimento dal punto di vista culturale è paragonabile ai lavori effettuati a Pompei, con una conseguente ricaduta positiva sul turismo e sul sistema culturale calabrese. Verrà restituito alla collettività un patrimonio inestimabile, una risorsa che contribuirà allo sviluppo complessivo della Calabria. Il protocollo d’intesa firmato prevede il coordinamento del programma da parte della Regione Calabria, la quale sarà anche soggetto titolare e responsabile del finanziamento e delle attività di programmazione strategica, attuazione, coordinamento, verifica e monitoraggio degli interventi e della spesa; il MiBACT si occuperà degli interventi di scavo, restauro e della realizzazione di una rete museale diffusa nel territorio comunale di Crotone, mentre il Comune avrà l’onere di bonificare l’area e di riqualificare la città.