A Messina la riqualificazione urbana parte dai Forti militari ottocenteschi

La valorizzazione dell’esistente con azioni mirate al riutilizzo di aree dismesse ed abbandonate, è alla base del turismo sostenibile. La riqualificazione urbana passa attraverso la fruizione di edifici storici, che se opportunamente convertiti possono dar vita a percorsi turistici inediti, volti a dare slancio ai territori. A Messina le costruzioni militari poste sulle colline sono un patrimonio da valorizzare grazie ad eventi, spazi espositivi ed aree museali, riconvertendo gli spazi e donando alla città nuova linfa ed attrattive.

I Forti sono stati edificati nella seconda metà dell’Ottocento a scopo difensivo ed oggi sono delle terrazze dalle quali ammirare il paesaggio sullo Stretto, uno dei più suggestivi al mondo. I 20 Forti sono un patrimonio storico ed artistico da preservare che possono rendere il territorio messinese ancora più attrattivo dal punto di vista turistico e culturale. Queste costruzioni hanno resistito ai frequenti terremoti ma sono state anche vittime dell’incuria per moltissimo tempo, finché non si è pensato al loro potenziale turistico. Alcuni di questi Forti sono stati riqualificati grazie all’intervento di cooperative ed associazioni, che li utilizzano per perseguire scopi sociali, culturali e turistici.

Forte Cavalli ad esempio è stato affidato ad una Onlus ed è diventato un museo dedicato agli armamenti ed un laboratorio di educazione alla pace. Forte San Jachiuddu è gestito da una cooperativa ed è stato trasformato in un Parco Ecologico che viene utilizzato per convegni e ricevimenti. Forte Ogliastri viene gestito dal Comune di Messina ed è un punto di riferimento per la realizzazione di manifestazioni artistiche e culturali. Forte Petrazza è un parco sociale gestito da cooperative ed offre servizi di ristorazione e catering, mentre le sue celle vengono affittate per creare laboratori artigianali e musicali. Forte Serro La Croce di Curcuraci può essere visitato su richiesta essendo stata ristrutturata da privati, mentre Forte dei Centri di Salice è gestito da una cooperativa agricola formata da giovani ed ospita eventi musicali e serate danzanti. Puntal Ferraro è uno degli edifici più grandi ed ospita il Parco dei daini ed un museo iconografico dedicato ai forti.

Altri forti purtroppo sono stati distrutti, altri ancora non hanno ancora trovato una destinazione d’uso, ma il fatto di aver riqualificato e valorizzato la maggior parte di queste vecchie ed importanti costruzioni, riconvertendole in strutture culturali e ricreative, ha permesso di rendere più attrattive alcune aree del territorio messinese, puntando su storia, natura e cultura. La scoperta di queste fortificazioni storiche consentirà di creare nuovi percorsi turistici, legati anche alla natura, con escursioni e trekking lungo i Monti Peloritani, una delle aree più belle e suggestive del Mediterraneo.

 

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Debora Calomino

Twitter @CalominoDebora

 

Nell'immagine in alto, porto di Messina. Foto di Kirkandmimi, licenza CC0 1.0