Ponte Vecchio Firenze

Un’analisi della Confesercenti mostra come la crisi in dieci anni abbia rivoluzionato il tessuto economico urbano: ora è il turismo il settore trainante

Crescono le attività di ristorazione e ricezione legate al turismo, diminuiscono i negozi di commercio tradizionale. La crisi economica negli ultimi dieci anni ha profondamente influenzato e ridisegnato le città. In Toscana dal 2007 a oggi sono state 6.530 le imprese commerciali tradizionali scomparse (108.465 su tutto il territorio nazionale) che rappresentano una perdita del 14,5% sul totale (-15% il dato nazionale). Le attività “tradizionali” sono state però sostituite da pubblici esercizi e imprese ricettive per un totale di 4.600 imprese toscane legate al turismo (+63.000 a livello nazionale). La performance della Toscana è leggermente migliore rispetto alla media nazionale e si posiziona sullo stesso livello di Emilia Romagna e Lombardia.

Questi cambiamenti nei consumi sono pressoché simili in tutta Europa, anche negli Stati Uniti, dove le grandi aziende hanno investito sull’online e hanno determinato una trasformazione del panorama delle attività urbane. Si pensi a come si sono modificate le “vetrine” delle principali “high street” delle città dopo l’avvento dell’e-commerce.
Per tornare alla Toscana – i dati emergono da uno studio dell’Ufficio Economico di Confesercenti sulla base dei dati Istat e delle rilevazioni dell’Osservatorio su commercio e turismo di Confesercenti – in fatto di consumi si evidenzia una spesa media per famiglia nel 2016 di 33.857 € rispetto a una media nazionale di 30.293 €. Rispetto al 2007 la variazione è positiva dell’1,1%.
Per Confesercenti si tratta di dati incoraggianti che collocano la Toscana al di sopra della media nazionale e sullo stesso livello di regioni come Piemonte, Emilia Romagna e Trentino Alto-Adige.

Nelle città sarà dunque sempre più presente il turismo e nei centri storici si andrà meno per comprare un articolo di moda e più per stare in compagnia, bere e mangiare nei ristoranti e bar. È una transizione che non stupisce gli esercenti toscani secondo i quali la regione riesce a rispondere in maniera efficace grazie alla solidità del sistema economico e alla capacità di attrazione turistica.