Lo studio di Nomisma su Genus Bononiae dimostra l'effetto moltiplicatore degli investimenti sul settore culturale

Un luogo comune ormai molto diffuso afferma che con la cultura non si mangia, che il settore culturale non sia in grado di generare indotto economico consistente e posti di lavoro. In questi ultimi anni si sta verificando un’inversione di tendenza, smentendo del tutto questo luogo comune, infatti la cultura è diventata una risorsa fondamentale per l’economia italiana, che nel 2015 ha prodotto un valore aggiunto di 89,7 miliardi di euro, cioè il 6,1% del PIL nazionale. Durante il convegno “L’impatto economico degli investimenti in cultura. Il caso Bologna” curato da Nomisma per Genus Bononiae sono emersi dati ed aspetti molto interessanti legati al settore culturale e come esso incida sullo sviluppo economico dei territori.

Il patrimonio artistico e culturale italiano rappresenta il 37,5 % della spesa turistica totale, rivestendo un ruolo importante e donando un valore aggiunto ai territori. Il turismo culturale è in ascesa con 38,5 milioni di arrivi, pari al 36% del totale in località di interesse storico-artistico e culturale. Negli ultimi cinque anni è stato registrato un incremento del 18% che vede protagonisti gli stranieri come maggiori fruitori di questo immenso patrimonio.

La città di Bologna è considerata prettamente culturale, infatti la cultura è la prima motivazione di visita alla città ed è il criterio determinante nella sua scelta come destinazione turistica. È tra le prime dieci province italiane che contribuiscono maggiormente alla creazione di valore aggiunto grazie al turismo culturale. La cultura esercita una grande attrattività, solo nel 2016 si sono si sono registrati 44,4 milioni di ingressi nei musei, con un aumento del 4% rispetto al 2015. La ricchezza del patrimonio culturale è veicolata anche dagli eventi e dalle attività culturali ad esso connessi ed è cambiato anche il modo di approcciarsi alla cultura, con l’utilizzo dei social media sempre più presente, sia da parte dei fruitori che da parte dei gestori dei musei.

Lo studio condotto dal Nomisma ha rivelato che la cultura appassiona anche i residenti, il patrimonio culturale della città contribuisce a rafforzare la Brand Identity di Bologna e il senso di appartenenza della popolazione. L’87% dei bolognesi afferma che sarebbe disposto a sostenere i progetti culturali della città con attività di volontariato, il 75% facendo donazioni tramite il 2xmille/5xmille ed il 74% facendo donazioni spontanee.

Da questo si evince che il ruolo che ha la cultura all’interno del sistema economico bolognese è riconosciuto dai cittadini. Il percorso culturale, artistico e museale Genus Bononiae, nato per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna è fondamentale per la crescita economica della città, infatti secondo il sondaggio realizzato da Nomisma un visitatore su tre arriva a Bologna esclusivamente per visitare il percorso urbano proposto. L’impatto economico totale di Genus Bononiae nel 2016 ha superato i 33 milioni di euro, con un effetto moltiplicatore di 2,2, cioè per ogni euro prodotto dalla cultura ne vengono attivati 2,2 in altri settori collaterali. La cultura quindi, grazie ai musei, alle biblioteche, agli archivi ed ai monumenti diventa il volano per lo sviluppo sociale, urbanistico ed economico del territorio.