Un tesoretto rappresentato dagli 80 milioni di persone di origine italiana sparse per il mondo e un giro d’affari vertiginoso

Il più recente report dell’Enit - Agenzia Nazionale del Turismo si focalizza sul cosiddetto turismo “di ritorno” o “delle origini”, quello rappresentato dagli italiani residenti all’estero e dai loro discendenti, pari a circa 80 milioni di persone. Per tutti loro la vacanza in Italia verso i territori d’origine delle famiglie è divenuta negli anni una scelta imprescindibile. Si calcola che solo dal continente americano, e quindi prevalentemente da Argentina, Brasile e Stati Uniti, gli arrivi totalizzino ogni anno 670 mila arrivi, con un fatturato che si aggira attorno ai 650 milioni di euro. In particolare i discendenti italiani dagli Usa producono 434 milioni di euro (9,7% sul totale di flussi economici generati dal turismo in entrata dagli Usa), dal Canada 86 milioni (6,9% sul totale spesa in entrata del turismo canadese), dal Brasile 49 milioni (6,8% totale turismo brasiliano), Argentina 75 milioni (16,4% totale spesa).
Nel 2017 le presenze provenienti dagli Usa in Italia sono state 12.659.011 (+10,6% sul 2012), Canada 2.126.326 (+6,6% vs 2016), Brasile 2.322.949 (+23,1% vs 2016), Argentina 1.762.200 (+12,3% vs 2016). 
Il turismo organizzato verso l’Italia per l’estate in corso è all’insegna di un’ulteriore crescita. Negli Usa, la totalità dei tour operator sentiti da Enit nel monitoraggio dei flussi provenienti dall’estero (140 operatori contattati in 22 mercati) rilevano vendite in aumento, quantificabili tra l’8% e il 20% rispetto alla medesima stagione del 2017. In Brasile l’85,7% dei Tour Operator rileva incrementi che oscillano tra il 5% e il 32% rispetto al periodo estivo dell’anno scorso, in Canada vengono indicati aumenti del 10% sull’estate dell’anno precedente, mentre in Argentina la maggior parte degli operatori contattati rileva incrementi che oscillano tra il 10 e il 15%. 

Gli operatori hanno ben presente che il turismo di ritorno costituisce una nicchia di mercato dall’elevato potenziale di crescita, che non conosce stagionalità ed è diffuso praticamente su tutto il territorio nazionale. Inoltre, la crisi economica del nostro Paese produce un costante flusso migratorio verso l’estero che si traduce in una ulteriore crescita del bacino potenziale di turisti delle origini. Non solo, spesso il turismo di ritorno induce possibili investimenti nei paesi in cui risiedono le famiglie d’origine. Senza contare che gli italo-discendenti sono i primi ambasciatori all’estero del brand Italia e dell’italian way of life. Secondo l’Enit occorre proseguire il lavoro di promozione dei diversi segmenti del made in Italy come cucina, design, cinema, lingua, musica, arte e sport nei mercati dove risiedono persone di origine italiana come il Brasile (25 milioni), Argentina (20 milioni) e Usa (17 milioni), seguiti da Francia, Svizzera, Germania e Australia.

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Riccardo Caldara

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