Toscana, Sicilia e Puglia sono le regioni più ambite da chi in un viaggio cerca anche la buona cucina

"Dimmi cosa vuoi mangiare e ti dirò dove andare". Potrebbe essere un nuovo modo di vivere l'esperienza turistica. L'enogastronomia infatti influenza il turismo e punta alla consacrazione in questo 2018, “l’anno del Cibo” decretato dal Mibact. Negli ultimi tre anni un italiano su tre ha scelto la meta per un viaggio proprio in base all’offerta enogastronomica, eccellenza italiana. È uno dei dati che emergono dal primo Rapporto sul turismo enogastronomico, a dimostrazione dell’importanza del cibo per organizzare le proprie vacanze e a conferma delle statistiche già emerse in questi anni. Nell’ultimo anno il turismo enogastronomico è cresciuto del 9 per cento e il trend conferma quanto già misurato nel 2016 con il Food Travel Monitor.

L'Università degli Studi di Bergamo insieme alla World Food Travel Association hanno promosso l’iniziativa – con il patrocinio del Touring Club Italiano, di Federcultura e di Qualivita – intervistando mille turisti italiani.
Esperienze tematiche e buona tavola sono decisive nel momento della scelta della destinazione per il 63% del campione intervistato. Settori agroalimentari e vinicoli sono sotto la lente dei turisti in vacanza nel 52% dei casi mentre gli aspetti di sostenibilità (strutture, eventi…) interessano il 42% degli italiani. Nella classifica delle esperienza più desiderate spiccano i piatti tipici da gustare nei ristoranti locali (73 per cento), mercati con prodotti chilometro zero (70) e una delle ultime novità del settore: i food truck (59). Quali sono le destinazioni più ambite? La Toscana guida la lista, seguita da Sicilia e Puglia. Per informarsi la maggior parte dei turisti utilizza il web e il profilo tipo è caratterizzato da un livello culturale medio-alto, buone capacità di spesa e voglia di conoscenza del territorio partendo proprio dalla tavola.